Gazzetta di Modena

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Nordic Walking quando lo sport aiuta gli autistici

di Francesca Testi
Nordic Walking quando lo sport aiuta gli autistici

Al Parco Amendola un progetto pilota di Aut Aut Modena che favorisce le capacità relazionali delle persone

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È iniziato a Modena il primo progetto pilota di nordic walking rivolto a ragazzi autistici di età compresa tra i 15 e i 23 anni: l’iniziativa è promossa dall’associazione Aut Aut Modena Onlus insieme all’associazione sportiva di Carpi Mondo Nordic Walking. «Siamo i primi in Italia a occuparci di autismo e sport così come lo siamo stati nel campo della sclerosi multipla» ha raccontato Maria Giulia Mora istruttrice di nordic walking, che insieme al collega Andrea Gasparini, hanno fondato l’associazione sportiva locale e seguiranno il progetto. Si tratterà di una serie di incontri rivolti a ragazzi affetti da autismo e alle loro famiglie, dal 20 maggio fino ai primi di giugno, ogni venerdì presso il parco Amendola dalle 17.30 alle 18.30, durante il corso dei quali sarà proposto un primo approccio alla disciplina atletica.

«Ci hanno contattato gli operatori di Aut Aut Modena per proporci questa iniziativa e abbiamo fatto due incontri preliminari: uno conoscitivo e uno nel quale ci hanno formato sull’autismo e sulle caratteristiche di questa sindrome- ha spiegato Maria Giulia Mora- quindi abbiamo conosciuto i ragazzi». Agli incontri saranno presenti anche le referenti del progetto le psicoterapeute Sabrina Morgillo e Elena Orlandi, insieme all’educatrice Martina Rossetti dell’associazione Aut Aut Modena Onlus che attualmente ospita una ottantina di ragazzi «Abbiamo voluto potenziare l’area sportiva dell’associazione seguendo le inclinazioni dei nostri ragazzi che in particolare amano camminare, e abbiamo ritenuto adatta questa disciplina perché ripetitiva, inoltre in questa fase sperimentale abbiamo scelto un numero limitato di ragazzi 6-8 al massimo che per delle persone autistiche rappresenta già un gruppo cospicuo- ha spiegato Orlandi- anche per facilitarne la socializzazione che non è innata. Ci sono già arrivate numerose richieste per settembre prossimo e quindi ci auguriamo di poter proseguire in questa direzione ». Finalità del progetto ha spiegato Elena Orlandi «Congiuntamente all’insegnamento di alcune tecniche specifiche collegate al nordic walking, è soprattutto quello di potenziare le abilità  motorie globali e promuovere le abilità  sociali dei partecipanti, ma anche la creazione di una rete che coinvolga i ragazzi stessi, i familiari, i volontari e gli operatori per sconfiggere l’isolamento sociale che rappresenta il rischio più alto in questi casi». Stesso intento anche per i due allenatori «Per le persone con autismo il nordic walking può presentare alcune difficoltà ma abbiamo accettato di far parte di questo progetto pilota perché siamo interessati soprattutto all’aspetto relazionale. Ho fiducia- ha affermato Giulia Mora- che questo percorso rappresenti una possibilità importante, una sfida che io e Andrea abbiamo voluto cogliere anche perché possa essere letta come un volano di promozione dell’attenzione sociale intorno a loro». Accanto agli operatori e ai famigliari, parteciperanno agli allenamenti alcune studentesse della classe 5^N dell’Istituto Cattaneo Deledda- Servizi Socio Sanitari di Modena che hanno avuto modo di conoscere questa realtà attraverso il percorso di stage svolto presso l’associazione Aut Aut Modena Onlus.« Questo progetto – racconta la loro docente Marisa De Marinis- rappresenterà per loro una significativa occasione di formazione professionale e personale. La nostra scuola è già stata animatrice di progetti di promozione alla salute con attività di nordic walking rivolta a studenti ed insegnanti. Anche questa sarà senza dubbio un’ottima occasione per proseguire con la collaborazione tra la scuola e l’associazione».

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