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Un’altra inchiesta giudiziaria sulle scuole

Un’altra inchiesta giudiziaria sulle scuole

Finale. Ispezione alle medie realizzate dalla “A&C” e lievitate di 200mila euro. Trasloco a rischio

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FINALE. Se ad aprile erano stati i Carabinieri a mettere a soqquadro il Comune per l’inchiesta sull’affidamento di strutture di proprietà comuale, che di fatto ha sancito l’annientamento politico dell’intera classe dirigente, stavolta è la Polizia a bussare in municipio. È infatti stata notificata una dettagliata richiesta di analisi delle strutture della nuova scuola media, inaugurata il 23 aprile. Una cerimonia tenuta sotto stretta osservazione da parte dei poliziotti, che su disposizione della Prefettura avevano vietato l’ingresso a tutti i visitatori (donatori e attori istituzionali a parte, costretti comunque a firmare un apposito registro) mancando l’ultimo certificato di collaudo. Ma stavolta, su autorizzazione del pubblico ministero Claudia Ferretti, con il tribunale che ha nominato un apposito perito, la Polizia vuole una corposa relazione sulla struttura, costata quasi 4 milioni, parte dei quali coperti da trasferimenti regionali e parte ricevuti con le donazioni di privati, animati dalla solidarietà post-terremoto. Al momento negli incartamenti depositati in Comune non ci sono ipotesi di reato e quindi neppure avvisi di garanzia, ma evidentemente qualcosa non torna agli inquirenti.

La scuola “Frassoni” ha avuto una genesi piuttosto complessa. Al centro di diverse polemiche fin dalla sua nascita, l’edificio è stato progettato da un pool di tecnici della “Ortner & Gröber Architetti” di Bolzano ed è stato anche l’ultimo bando coordinato da Giulio Gerrini, che pochi giorni dopo la fine della gara finì ai domiciliari per l’inchiesta “Aemilia”. La parte legale della corposa gara fu invece curata dall’avvocato che in quel momento rappresentava la famiglia Bianchini sulle vicende legate all’amianto sparso in vari cantieri di Finale.

Il vincitore del bando fu la modenese “A&C”, la cui offerta venne ulteriormente scandagliata perché considerata “anomala”. Poi l’inchiesta Aemilia e la paralisi del Comune portò tutto il cantiere in mano alla Regione - il Responsabile unico del progetto è Manuela Manenti - che con apposita convenzione ha gestito l’iter successivo fino all’inaugurazione di aprile.

I motivi dell’ispezione possono essere riassunti nei circa 200mila euro in più di costo finale dovuto alle mancate sonde sismiche, a problemi alle pompe di calore, al tendaggio, alla pavientazione esterna e agli oltre 70mila chilogrammi di accaio aggiuntivo, segnalato dalla “A&C”. I soldi per coprire le spese extra saranno “compensati” dal ribasso di gara. Fatto sta che vengono imposti numerosi carotaggi sulle fondamenta, controlli dettagliati sui materiali utilizzati, legno e ferro compresi, e una panoramica articolata sull’intero progetto esecutivo. Serviranno mesi prima di arrivare ad una valutazione complessiva, ma di certo la fine della legislatura è stata un calvario per l’intero Comune. E ora, se le procedure espletate da Polizia e perito dovessero andare per le lunghe, c’è il rischio di veder slittare a data da destinarsi non solo il trasloco delle scuole medie nel nuovo, innovativo edificio, ma anche di bloccare la rimodulazione delle attuali scuole di viale Della Rinascita, che da settembre dovrebbero ospitare soltanto le elementari.

Intanto domani, alle 21, al Coc di via Montegrappa, i quattro candidati sindaci saranno protagonisti di un confronto pubblico.

Francesco Dondi

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