Defibrillatori, la lezione che salva la vita
Al via la rassegna “Questioni di cuore” per istruire le società sportive sul nuovo decreto Balduzzi
Più informazioni sui defibrillatori per gli impianti sportivi e sui certificati medici per i praticanti delle associazioni. Ma anche parecchi dubbi che restano irrisolti. All'Auditorium Bertoli si è tenuto il primo convegno formativo di una serie che la Consulta dello sport intende proporre alle società sportive del territorio. Il primo appuntamento, “Questioni di cuore”, era dedicato all’obbligo dei defibrillatori e ad altri aspetti del decreto Balduzzi, che entrerà definitivamente in vigore a fine giugno. Ospiti erano Ernesto Russo, avvocato esperto del settore e il dottor Gianfranco Beltrami, medico e consigliere nazionale Fmsi, introdotti da Andrea Fabris del Sassuolo calcio e dall'assessore allo sport Giulia Pigoni. Molte le utili informazioni sul decreto, ma molte anche le perplessità ancora sul campo in mancanza di una divisione chiara e sufficientemente definita fra attività agonistiche, non agonistiche e ludico motorie, chiamate a obblighi diversi. In molti punti la nuova legge e anche gli articoli riproposti di quella vecchia lasciano spazio a dubbi e interpretazioni e rendono tutt’altro che netto il confine fra chi propone attività che hanno bisogno di certificazione e strumenti di primo soccorso e quelle che invece non ne hanno necessità. Va ricordato che a Sassuolo, grazie a un accordo fra il Comune e la Fondazione ospedale, i defibrillatori verranno forniti gratuitamente a tredici impianti sportivi pubblici utilizzati da numerose associazioni del territorio. Anche per questo era presente in sala una rappresentante della Fondazione ospedale.
Ha parlato anche Vincenzo Credi, presidente della Figc di Modena che ha perso un figlio a causa di una patologia cardiaca. Ha sottolineato l'importanza della prevenzione, dell’addestramento al primo soccorso e della disponibilità di mezzi e kit per la tutela della salute dei praticanti.
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