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Il triste epilogo della Pro Loco «Dopo 20 anni ci fanno chiudere»

di Daniele Montanari
Il triste epilogo della Pro Loco «Dopo 20 anni ci fanno chiudere»

Prignano. Il Consiglio ha deciso lo scioglimento: il nodo resta la cucina dell’associazione abusiva Il presidente Biagini: «Non si può dialogare con questa amministrazione». Agenda estiva da inventare

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PRIGNANO. Prignano dice addio alla Pro Loco, dopo vent’anni di attività: nell’ultima riunione di Consiglio, è stato deciso lo scioglimento. In sede è già iniziato lo sgombero: via tutto, anche i gloriosi manifesti degli eventi storici organizzati per il paese, con l’arrivo di nomi di primo piano come Piero Pelù, don Andrea Gallo, Paolo Rossi e molti altri, senza dimenticare la Fiera della Gastronomia Montana, la grande festa degli anziani e così via.

«Siamo volontari, non gente che deve fare la guerra», sottolinea amaro il presidente Giuseppe Biagini. «Non c’è modo di collaborare con questa amministrazione comunale: ci sciogliamo ed entro giugno consegniamo le chiavi». Il punto di non ritorno è stata la lettera spedita il 15 aprile scorso dall’avvocatura provinciale per conto del Comune che ha intimato l’abbattimento, sul retro della palestra, della cucina che l’associazione aveva realizzato a proprie spese in un’area di 50 metri su progetto di un ingegnere sassolese: 30mila euro di fabbricato più tutta l’attrezzatura, valore complessivo sopra ai 100mila.

«L’avevamo fatta per metterla a disposizione di tutti senza chiedere niente – rimarca Biagini – garantendo le migliori condizioni igieniche possibili per cucinare nelle feste». Feste che si svolgevano lì finché il 20 aprile 2015 non arrivò una lettera dal sindaco Valter Canali che autorizzava solo attività ginnico-sportive. L’inizio della questione che si è trascinata fino alla burrasca in Consiglio comunale del 26 febbraio, conducendo poi alla decisione di allestire d’ora in avanti tutti gli eventi in una tensostruttura permanente già montata nel Parco della Pace. Nella lettera l’avvocato ha formalmente diffidato la Pro Loco a mantenere la cucina, intimando di «provvedere entro 30 giorni alla remissione in pristino come da stato legittimato all’Ufficio tecnico comunale, secondo il quale non esiste suddetto manufatto. In caso contrario, vi provvederà il Comune con spese a vostro carico, salva ed impregiudicata la possibilità da parte dell’amministrazione di contestare quanto avvenuto nelle opportune sedi, anche penali». In sostanza, il Comune nel 2016 ha improvvisamente ritenuto un abuso insanabile la struttura che aveva sotto gli occhi dal 2005, per cui erano passate decine e decine di feste con la presenza di tutti. Eppure che la cucina fosse da regolarizzare era formalmente noto al Comune almeno dal giugno 2010, perché allora lo stesso Biagini aveva proposto all’ente la donazione del fabbricato. «Si poteva sanare benissimo, è mancata la volontà - chiosa Biagini – comunque il problema è risolto perché è stato tutto smontato e venduto come ferro vecchio. L’attrezzatura l’abbiamo tenuta in attesa di tempi migliori: forse un giorno ci si renderà conto di non aver agito per il bene di Prignano». E senza Pro Loco adesso c’è tutta un’agenda eventi da reinventare, con l’estate alle porte.

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