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L’inchiesta sulla scuola è l’atto... Finale

L’inchiesta sulla scuola è l’atto... Finale

Si indaga sull’appalto. La maggioranza schiva la questione bilancio e commissario in Consiglio, ma il prefetto liquida Ferioli

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FINALE. Con l’uscita della maggioranza dall’aula del Consiglio comunale, per far saltare il numero legale e conseguentemente impedire un dibattito sul commissariamento, martedì sera c’era la speranza di evitare il dito nella piaga delle nuove situazioni “difficili” che stanno ulteriormente travolgendo Finale.

Al pomeriggio, per edulcorare la inevitabile decisione del prefetto di nominare un commissario che si sostituisse al Consiglio nella approvazione del bilancio consuntivo che nessuno voleva approvare, il sindaco Ferioli aveva diramato una nota nella quale si parlava in sostanza di una intesa con il prefetto.

Ieri però è arrivato il conto. A cominciare proprio quello dello stesso prefetto di Modena, Michele di Bari. Il quale con un comunicato tranciante nega ogni intesa, e lascia intendere citando e respingendo le parole di Ferioli che il commissario è arrivato a Finale per le inadempienze dell’amministrazione e della sua maggioranza: «Con riferimento alla notizie apparse sulla stampa locale circa il Commissario Prefettizio Valerio Zambelli, nominato dal Prefetto di Modena per l'approvazione dello schema del rendiconto di gestione del Comune di Finale, si ritiene utile precisare che non sussiste nessun “…percorso condiviso tra l'Amministrazione comunale e la Prefettura di Modena” che abbia preceduto la nomina del Commissario, né appare coerente la definizione utilizzata di “arbitro prefettizio”, trattandosi, nella fattispecie di Commissario ad acta. Il decreto adottato dal Prefetto, peraltro pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura di Modena, non si presta a nessuna interpretazione, neppure la più fantasiosa, che possa deporre in tal senso. Nondimeno il provvedimento in parola costituisce l'adempimento di un preciso obbligo previsto da una Circolare del Ministero dell'Interno. Quanto sopra in un ottica di trasparenza e di fedeltà alla realtà dei fatti». Della serie: l’ormai ex sindaco di Finale con le sue scuse ha passato il limite. Fine della partita.

Il secondo conto arriva dalla Procura della Repubblica, di cui abbiamo riferito ieri. C’è infatti una inchiesta senza reati e senza indagati - almeno per ora - condotta da sostituto procuratore Ferretti e delegata alla Squadra Mobile della Questura.

Si parte anche questa volta da un esposto sulla costruzione della nuova scuola media. Quella inaugurata a metà qualche settimana fa, tenendo tutti gli ospiti all’esterno. Motivo puntualmente non dichiarato durante la cerimonia: manca ancora il collaudo e la prefettura non aveva autorizzato l’ingresso. Il collaudo era atteso a giorni, con una nuova inaugurazione pre-elettorale dello stesso edificio, e con donatori diversi. Ma a questo punto, oltre al mancato collaudo, c’è di mezzo la polizia. I documenti sono stati acquisiti, per accertare la regolarità delle procedure di appalto. A un pezzo della questione ha cercato di mettere qualche pezza la delibera della giunta comunale di qualche giorno fa.

Infine il consiglio comunale: ieri era in programma la seconda puntata. Maggioranza ancora assente, ma poichè bastava un numero di presenti molto minori, la discussione stavolta c’è stata con le sole minoranze che hanno rovesciato sul tavolo parecchie motivazioni “alternative” alla mancata firma sul bilancio dei revisori dei conti e degli stessi consiglieri comunali. Maurizio Poletti ha parlato di debiti fuori bilancio per 300mila euro, e di altri 500mila spesi senza tutte le pezze di appoggio. Comunque sia, ce n’è abbastanza per dare un senso al dibattito di stasera tra i candidati a sindaco del post Ferioli. Ore 21, Coc di via Montegrappa. (ase)

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