Scuole, ora che i genitori si organizzano sarà possibile tenere tutto in silenzio?
Il caso di delle scuole di Pavullo, con i genitori che si sono organizzati per far luce sui maltrattamenti che venivano riferiti dai figli a casa, è solo l’ultimo di una serie in cui la gerarchia...
Il caso di delle scuole di Pavullo, con i genitori che si sono organizzati per far luce sui maltrattamenti che venivano riferiti dai figli a casa, è solo l’ultimo di una serie in cui la gerarchia scolastica è stata evitata. La denuncia è arrivata sul tavolo dei carabinieri che hanno fatto il loro lavoro e ora toccherà ai magistrati dopo l’ultima parola. Da parte della gerarchia scolastica il problema non si poneva, punto e basta. È sufficiente scorrere le cronache di poche settimane fa per trovare lo schema classico: da una parte i genitori che chiedono telecamere in classe per tutelare i figli, dall’altra i docenti chiusi a riccio che invitano - anche sui siti web - i genitori a farsi da parte e a cambiare scuola. Per questo il protocollo d’intesa sarà messo alla prova ben presto. Non sarà l’autoassoluzione d’ufficio, i documenti fatti firmare ai genitori estranei ai casi di bullismo, che potranno restituire serenità nelle famiglie. L’unanimità delle buone intenzioni, che fa il paio con quella delle istituzioni, rischia di essere un boomerang quando scoppieranno denunce pesanti. Piuttosto meriterebbe di essere approfondita l’autocritica che il Provveditore Menabue ha fatto a proposito del web: «Ci siamo cullati nell’idea - ha detto in buona sostanza - che i più giovani, cresciuti con le nuove tecnologie da sempre, fossero in grado di usarli senza incorrere nei pericoli e senza crearli. Occorre un’educazione specifica anche in questo campo, ben fatta. Altrimenti smartphone e computer possono diventare pericoli». (s.c.)
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