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Sicurezza, gente impaurita a Carpi, ma l’assessore specifica: «Furti in calo»

di Valeria Cammarota
Sicurezza, gente impaurita a Carpi, ma l’assessore specifica: «Furti in calo»

Cesare Galantini: «Il problema è la percezione. Bene il controllo del vicinato» Le testimonianze dei presenti su colpi subiti e aggressioni nei quartieri

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CARPI. La sicurezza è il tema che, più di altri, oggi anima i carpigiani, il cui grado di allerta è al limite. Dalla paura di essere violati nel luogo più sacro – la propria casa – sono nati i primi gruppi di controllo del vicinato, in zona Due Ponti, San Martino Secchia, Santa Croce (a breve anche Gargallo e Budrione Migliarina). Cittadini e istituzioni hanno percezioni differenti, come si è evidenziato lunedì sera, presso il Club Corso in corso Fanti, in occasione di un evento sulla sicurezza, la legittima difesa e le emozioni che si attivano nella psiche di chi abbia subìto o assistito ad un’aggressione, organizzato da Banca del Tempo in collaborazione con l’assessore Cesare Galantini e con la partecipazione della psicologa Serena Forghieri.

«In via Don Sturzo – racconta Miria, una tra le presenti all’incontro – poche settimane fa due soggetti si sono appostati dietro una cabina dell’Enel. Un condomino, all’una di notte, è stato aggredito: uno dei due gli ha bloccato le braccia dietro la schiena, l’altro lo ha picchiato e rubato tutto ciò che aveva». La signora Nelly ha vissuto un tentato furto nella sua villetta. «L’allarme si è attivato – spiega – e la mattina dopo ho trovato, accanto al campanello, il segno impresso dai ladri che, mi hanno spiegato, indicava che quella era una casa con antifurto».

Anche la zona di via Berengario e vie laterali è in allarme. «In via Guido Reni diverse case sono state oggetto di furto - racconta una residente - gioielli, ma anche armi». L’assessore Cesare Galantini ha tranquillizzato la platea. «Sul territorio sono presenti Questura, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e il Comando delle Terre d’Argine, dotato di 106 unità – spiega – Abbiamo molto puntato, insieme alla Polizia, sul monitoraggio del territorio anche tramite il controllo degli stranieri, spesso vittime loro stessi di connazionali che chiedono alloggio al fine di delinquere (370 unità controllate). La novità del 2015 è stato il controllo di vicinato. Dove il progetto è attivo l’incidenza di episodi negativi è tendente allo zero. Non siamo a livelli di guardia inaffrontabili: il problema è la percezione dei fatti. Le statistiche del territorio oggi dicono che questi atti diminuiscono: purtroppo aumenta in negativo la qualità. Legittima difesa? Non mi convincono - conclude - le proposte dirette alla pancia delle persone».

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