Gazzetta di Modena

Modena

Filippo Verni story il dj racconta i tempi della Crepa

di Nicola Calicchio
Filippo Verni story il dj racconta i tempi della Crepa

«Serate indimenticabili con tantissimi eventi» Quando a 15 anni andava “a studiare” in Toscana

3 MINUTI DI LETTURA





di Nicola Calicchio

Si commuove Filippo Verni quando parla di suo padre, colui che ha sempre assecondato i suoi sogni. Era lui che l'accompagnava alle discoteche della Versilia perché Filippo, a 15 anni, con origini toscane, aveva nella testa il sogno di diventare dj. Giovanissimo, cercava di apprendere i primi segreti della consolle, la stessa che lo ha accompagnato per molti anni.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.13619167:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.13619167:1650031540/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

A Modena è stato il New Charly a tenerlo a battesimo all'età di 18 anni. Insieme a Massimo Gavioli era resident al sabato sera e la domenica pomeriggio. «Fonte d'ispirazione per me è stato Francesco “Checco” Bontempi, meglio conosciuto come Lee Marrow - spiega Filippo Verni - È stato il produttore di Corona con il grande successo del 1994 The rhythm of the night. Lui faceva tante serate nei locali della Versilia e chiedevo al mio papà di accompagnarmi. Considero la scuola toscana tra le migliori per chi oggi fa questo mestiere. Nei mesi estivi ci trasferivamo al Valentine della Salvarola. Negli anni '90 mi sono un po' fermato per dedicarmi all'attività di famiglia. Avevamo una maglieria. Cercavo però di tenermi aggiornato ascoltando e frequentando Radio Modena il cui direttore era Diego Ferrari. All'inizio del Duemila è iniziata anche l'avventura con Radio Stella che gestiva La Crepa. Sono state serate indimenticabili con tantissimi eventi. Abbiamo accompagnato il Modena in serie A, si registravano trasmissioni e il locale venica visto in modo benevole anche dalle autorità cittadine».

Dal '97 al 2002 La Crepa è stata punto di riferimento per la gioventù modenese. Ha ospitato grandi personaggi come Fabio Cannavaro, Gigi Buffon, Alberto Tomba, ed ha organizzato l'after show di Vasco Rossi. Era consoderao il locale degli sportivi. «A livello musicale - prosegue il dj - mi sono formato con la musica anni '70 e '80 che continuo a proporre insieme alla serata Animamia. Il pubblico era tendenzialmente adulto e proponevamo una serata a tema nel fine settimana. Il sabato sera ospitavamo il cabaret ed abbiamo avuto la fortuna di veder passare personaggi come Ale & Franz, Bebo Storti, l'autore Dado Tedeschi e tanti altri. I miei compagni di viaggio erano Robby Ruini, Stefano Facchini, Ciuffo, Frankie P. Il dj è stato e rimarrà una figura molto importante bel mondo del divertimento».

Filippo Verni era partito come dj poi ha cambiato pelle. Oltre che alla consolle, spesso lo abbiamo trovato anche a presentare grandi eventi e come vocalist in alcuni locali. «Bisogna sempre avere voglia di intraprendere nuove strade - chiude Verni - Io ho imparato a fare da solo questo mestiere, mettendo i dischi e parlando al microfono come ai tempi della Versilia. Io non mi sento un vocalist ma, piuttosto, un intrattenitore, un animatore che accompagna le canzoni. Mi sono accorto del tempo che è passato, ma sono contento di quello che ho fatto. Mio padre mi ha insegnato a mettere passione nelle cose se si vogliono raggiungere certi risultati. Il nostro lavoro è fatto di tanti riflettori, ma non bisogna mai sentirsi delle rockstar perché, prima o poi, i riflettori si spengono».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google