«Area ex Mercato, a settembre il Psc col nuovo progetto»
L’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli interviene sul futuro della zona abbandonata con edifici incompiuti
Per la landa desolata attorno a quello che fu l’ex Mercato Bestiame bisogna ripartire da capo e mettere tra parentesi il gigantismo edilizio.
È questa in estrema sintesi la posizione dell’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli che con pragmatismo interviene su uno dei dossier dolorosamente aperti della giunta Muzzarelli. Nell’area a cavallo tra Ex Mercato Bestiame, via Finzi e via del Mercato, la marcia trionfale predetta dalla giunta Barbolini per realizzare 500 appartamenti e villette più altri edifici pubblici è oggi un prato degradato, pieno di rifiuti e erbacce. Costruttori e compratori restano alla larga, come testimonia il “colosseo”, l’immane struttura di cemento a forma di semiluna, incompiuta da anni in un’area grande ben più di tre campi di calcio, a due passi dalla stazione, dal centro e con tangenziale a due passi.
Per mettere insieme i cocci di ambizioni edilizie fuori tempo massimo, in una Modena che rigurgita di aree abbandonate, vecchie fabbriche in attesa di ricollocazione urbanistica ed edifici demaniali in decadenza, l’assessore ipotizza di ripartire dal nuovo Piano (il Psc) a settembre.
«C’è un dato di fatto - spiega - Rispetto a 14 anni fa quando fu elaborato il progetto iniziale tutto è cambiato: il mercato della casa si è ristretto in maniera impensabile. In termini di capacità di acquisto e di necessità reali i potenziali compratori hanno anche a disposizione una grande offerta sul mercato edilizio già esistente».
La riprova? Le abitazioni realizzate dietro le nuove Marconi e la palestra da Abitcoop e Unioncasa, sono state vendute attorno ai 1700-1800 euro al metro e anche le villette previste sono state riconvertite in appartamenti da 75-95 mq.
«Sarà necessario muoversi tutti insieme - conclude Vandelli - Noi come Comune dovremo realizzare, attorno alla palazzina dell’ex Mercato una scuola innovativa e il data Center. Poi i privati dovranno fare uno sforzo e così avremo la massa critica per realizzare il teleriscaldamento, già promesso. E poi aspettiamo la Esselunga, che doveva partire da tempo all’ex Consorzio Agrario ma che è ferma. Se necessario anche per il verde dovremo effettuare interventi, anche provvisori, per evitare quel senso di abbandono che condiziona la tutta la zona».
Saverio Cioce
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