Gazzetta di Modena

Modena

Modena: «Io, truffato per quasi 700mila euro»

di Carlo Gregori
Modena: «Io, truffato per quasi 700mila euro»

Processo prescritto per due avvocati. La vittima: «Ancora oggi mi arrivano ingiunzioni per spese di dieci anni fa»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA.  «Sono ormai passati dieci anni dalla truffa ma continuo a pagare i conti che mi piovono addosso dall’uso di carte di credito e dagli assegni provenienti da quell’affare. Nei giorni scorsi mi è arrivata un’ingiunzione di pagamento da una finanziaria. Chiedono 36mila euro per il leasing di un’auto che non ho mai ordinato, né usato. È uno dei tanti pagamenti che sono costretto a saldare perché se no scatta la segnalazione sulla lista nera di Bankitalia. In realtà, io sono la vittima».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13544418:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/05/26/news/maxitruffa-a-modena-processo-troppo-lungo-prescrizione-per-i-2-avvocati-imputati-1.13544418]]

Davide, stilista carpigiano, è rimasto scottato dalla maxitruffa del 2006 che ha visto come imputati gli avvocati modenesi Giancarlo Messori Roncaglia, 79 anni, e il figlio Francesco, oltre al contabile parmigiano e oggi collaboratore di giustizia Paolo Signifredi. I due avvocati ne sono usciti prosciolti grazie alla prescrizione scattata al termine di un processo troppo lungo: sei anni, più due precedenti anni per le indagini; i due sono poi incensurati. Signifredi, al contrario, dovrà risarcire in sede civile perché recidivo. Francesco Messori Roncaglia (figlio) e altri imputati di Parma sono stati condannati per reati minori connessi all’utilizzo indebito di carte di credito e assegni ottenuti con documenti falsificati. Ma tutto finirà in cavalleria: basta ricorrere in appello e scatterà la prescrizione.

UNA SOCIETA' SVUOTATA.  Il curatore fallimentare dell’azienda di Davide e del suo ex socio otterrà una provvisionale di 10mila euro per 150mila euro spesi per il “bidone” del terreno. Stessa cifra per la praticante avvocato fatta diventare amministratrice delegata a sua insaputa della società “spremuta” e svuotata, secondo l’accusa. Oggi vive in un’altra città, ma anche lei fino a pochi mesi fa ha continuato a ricevere solleciti e ingiunzioni, anche consistenti: è la coda pesante di una truffa che non passa mai e i cui effetti evidentemente non si riescono a fermare nonostante un’inchiesta giudiziaria e il processo finito. «In realtà, l’acquisto del terreno è stato seguito dal mio ex socio - spiega Davide - siamo andati a gambe all’aria dopo quell’“affare”. La nostra società è fallita. Oggi lavoro senza preoccupazioni, ma le conseguenze di quella truffa continuano a farsi sentire ancora pesantemente».

UNA PERDITA DI 200 MILA EURO.  Al processo, parte civile è diventata la società fallita, non i due titolari, ma la prescrizione getta una pesante ombra sulla fiducia di poter ottenere qualcosa di ciò che si è perso subito, quasi 200mila euro. Resta da giocare la carta del risarcimento civile, che sicuramente questa sentenza permette di avviare. Ma per concludere il processo sono stati necessari sei anni, venti udienze e quattro giudici diversi. L’ultimo giudice ce l’ha messa tutta. In un anno ha chiuso dopo essere ripartito da capo, ma era tardi. Non è tardi invece per le continue richieste di pagamento dopo tanti anni. «L’ultima è arrivata pochi mesi fa dalla finanziaria che aveva gestito un leasing per una delle tre auto acquistate con la carta di credito e gli assegni della ditta collegata alla mia e fatta gestire dalla praticante. Quanto mi è costata la truffa? In tutto finora ho pagato quasi 700mila euro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google