Gazzetta di Modena

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Le “Gattare modenesi” in soccorso dei mici randagi, soli e malconci

Laura Solieri
Le “Gattare modenesi” in soccorso dei mici randagi, soli e malconci

Amore, coccole e buon cibo la terapia per rimetterli in forma «L’obiettivo è ridare dignità e una famiglia a questi animali»

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CASTELNUOVO. «Siamo una milanese, una ciociara, una palermitana e una sarda. Ciascuna di noi si è trasferita a Modena con cani e gatti a seguito e abbiamo deciso di unirci per dare una mano ai felini randagi, vecchi, malandati e lasciati al loro destino. Li raccogliamo, li accogliamo nelle nostre case e cerchiamo loro una famiglia».

Su queste basi nasce l’avventura de “Le Gattare Modenesi”, un piccolo gruppo di volontarie nato con l'obiettivo di porgere la mano a quelle zampe stanche, malate e abbandonate, che nessuno vuole più. «Quelle che nessuno vede o di cui sarebbe troppo dispendioso, in termini emotivi e materiali, occuparsi. Il nostro impegno è trasformare gli animali che troviamo da catorci spacciati a esseri con piena dignità. Facciamo anche da balie ai piccoli», racconta Federica Argenta, 28 anni, presidente del gruppo, milanese trasferita a Castelnuovo.

«Anche a Milano facevo volontariato con gli animali, in un gattile. Visto che curare un animale malandato è un impegno la scelta dell’associazione è quella di accoglierne pochi per volta, per seguirli costantemente sia mentre li ospitiamo, sia quando trovano una famiglia adottiva. Per noi infatti - precisa Federica - è importante sapere come stanno, aiutare e supportare la famiglia che li accoglie. Il nostro motto è: un adottante sereno fa un gatto felice».

Con Federica e il suo gruppo di volontarie ci sono anche i felini: Armandino, salvato in Basilicata con un buco in testa che lo ha reso ipovedente, Ronnie che arriva da un sequestro, Capitano, che ha vissuto per dieci anni in strada, è stato trovato ferito da un cane ed è arrivato tra le braccia del presidente dell’associazione con una brutta nefrite da curare. «Ora è diventato la mia ombra. Lo abbiamo chiamato così per il suo muso da capitano di lungo corso e i suoi occhi saggi».

Spesso questo gruppo ha a che fare con gatti adulti, i più difficili da collocare in quanto, si sa, molti preferiscono adottare gattini piccoli. «Qui con me ho Orazio, un gattone che arriva da una di quelle procedure chiamate “rinuncia”. Sono bastate una ciotolina di buon cibo, qualche carezza e due paroline dolci per entrare in sintonia. Lui mi è venuto immediatamente in braccio, a testimonianza che anche un gatto adulto si può abituare a una nuova famiglia senza problemi. Non c’è micio che non possa abituarsi».

A Federica fa eco Grazia: «Quando si accoglie un animale malconcio, la prima domanda che ci poniamo è sempre la stessa: chi lo vede sarà capace di andare oltre il suo aspetto? Scegliere di occuparsi di animali come questi è stata veramente una grande sfida. Ma da un anno a questa parte possiamo affermare che di persone che sanno guardare con la pancia e non solo con gli occhi ne abbiamo incontrate tante. E tante, già lo sappiamo, ne incontreremo».

Per informazioni: 3923470283

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