Oltre 1300 studenti di Modena ad Economia sperando di “fare carriera”
Al More Jobs studenti e neo laureati hanno incontrato 96 aziende diverse Il sogno è trovare un impiego. E intanto l’evento nel 2017 si sposterà in Fiera
MODENA. Oltre 1.300 ad Economia per incontrare le aziende. Curriculum vitae in mano, sguardo al futuro, studenti e neo laureati hanno partecipato ai tanti incontri in programma nella giornata. E di scelta ce n’era visto che alla nuova edizione di “More Jobs” hanno partecipato i rappresentanti di 96 aziende. «Ho finito di distribuire i curricula», racconta Elisa Gazzotti, laureata in Scienze e tecnologie agrarie e degli alimenti, ancora con i fogli in mano.
«Mi piacerebbe lavorare nel settore alimentare o con le mucche. Mi andrebbe bene anche andare fuori». Italia o estero non fa differenza invece per Francesca Delchiaro, dottorata in Chimica: «Quest’anno sono in Italia poi sono la prima a guardare all’estero». Ma accanto a chi cerca un’esperienza che possa farlo entrare nel mondo del lavoro c’è anche chi ha come obiettivo scovare la propria personale occasione della vita. Ma non tutti la prendono nel modo migliore: «Non hanno voglia di mettersi in gioco - ha sentenziato Marcella Paltrinieri dallo stand Champion - e vogliono essere subito manager».
Il precariato è un altro motivo che ha spinto studenti e neo laureati a entrare nel padiglione di Economia: «Ho un lavoro precario - ha spiegato Lara, ingegnere civile - e mi piacerebbe trovare qualcosa dopo». E proprio ingegneria si conferma come indirizzo tra i più ricercati: «Le caratteristiche più importanti - ha ribadito Laura Piccinini - sono l’elasticità, la capacità di risolvere i problemi e il saper ottenere un risultato». Le fa eco Manuela: «Speriamo di trovare un lavoro». Per Giacomo Mazzoli «si fa fatica di dire di no a uno stage», ma per Nunzio «bisogna puntare sulle proprie capacità». Non tutti concordano su quale sia la miglior cosa da mettere in mostra nel proprio curriculum. Chi pensa che sia più importante l’esperienza chi “l’essenza”, ovvero sulle qualità personali.
«Le aziende guardano più a ciò che hai fatto», è convinto Emmanuel Arthur. «Nel curriculum è importante ciò che fai», ha incalzato Riccardo Pepe. «Puntiamo su affidabilità, motivazione, impegno e responsabilità», ha rimarcato invece Valentina Gaudenzi di Unitec. «Prima di tutto c’è il “background” accademico», ha detto Alessandra Sportelli di Iungo. «Il “background” serve - ha replicato Mattia Morara di Deloitte & Touche - ma interessa come la persona si relaziona». Alina Maselli punta invece «su sicurezza e responsabilità». Anc he se, ricorda Fabrizio Arba «all’università ti spiegano ben altro». E intanto nel 2017, annuncia Angelo Andrisano, la manifestazione «si sposterà in Fiera: ne dobbiamo paralre con la nuova dirigenza ma questa è l’idea».
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