Gazzetta di Modena

Modena

DIARIO DE “IL PETTIROSSO”

Per la famiglia una “casa vacanze” Per i ghiri una reggia da 12 anni

Per la famiglia una “casa vacanze” Per i ghiri una reggia da 12 anni

«Le ferie si avvicinano e finalmente si torna nella casa vacanze in Appennino dove trascorre alcune giornate di relax in mezzo alla natura». Inizia così la storia di questa settimana che ci racconta...

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«Le ferie si avvicinano e finalmente si torna nella casa vacanze in Appennino dove trascorre alcune giornate di relax in mezzo alla natura». Inizia così la storia di questa settimana che ci racconta il responsabile del Pettirosso Piero Milani, in questa rubrica in cui raccontiamo le tante avventure che i volontari del centro di via Nonantolana si trovano a vivere nel corso della loro missione.

«All'apertura della porta, tutto all'apparenza sembra identico a come è stato lasciato un anno prima, un po' di polvere ma nulla di più. La famiglia inizia a mettere nella credenza un po' di provviste scoprendo che dentro vi è qualche escremento di animale. I coniugi, poi, stanchi del viaggio, si rilassano sul divano e scorgono nel lenzuolo che lo ricopre per ripararlo dalla polvere, un piccolo buchino che forse, chi lo sa, c’era anche lo scorso anno».

Il sole cala e tutto tace dentro e fuori la casa, fino a quando, in piena notte, si sentono degli zampettamenti sulla spalliera del letto. Subito marito e moglie accendono la luce e vedono alcuni ghiri che si fermano improvvisamente a osservarli come se gli volessero dare il benvenuto nella "loro" casa vacanze.

Le due persone iniziano a urlare e i ghiri li osservano con i loro occhi sbarrati, neri come la notte, chiedendosi il perché di tanto scompiglio. I ghiri, in quella casa ci sono da 12 mesi, completamente indisturbati, mentre queste persone ci staranno solamente 15 giorni.

«Il giorno dopo, i due villeggianti cercano subito una ferramenta per dotarsi di trappole e colle e mettere fine all’occupazione dell’invasore ma il commesso della ferramenta li informa che i ghiri sono specie protetta e gli consiglia di chiamare subito il Pettirosso per farsi indicare una soluzione più adeguata al tipo di animale».

I volontari del centro arrivano sul posto immediatamente e come fatto in precedenza in casi simili, tagliano i rami che arrivano alla casa ad una distanza di almeno tre metri e suggeriscono di mettere sottovasi con canfora o trementina e di collocare su ogni filo che arriva all’abitazione coperchi da pittura da disporre perpendicolarmente ai fili in questione, in modo da sbarrare la strada a questi piccoli e adorabili funamboli.

La situazione si risolve in fretta e torna l’armonia con il bosco che circonda la casa dei nostri villeggianti.(l. s.)

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