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«Raccolta firme da record per i diritti del lavoro»

«Raccolta firme da record per i diritti del lavoro»

«Siamo a quota 20mila per la legge di iniziativa popolare e i 3 referendum: un successo grazie a volontari e pensionati nei banchetti allestiti dovunque»

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«Ventimila firme raccolte in due mesi, una cosa mai avvenuta a Modena, è certamente un record». Tania Scacchetti, segretario Cgil, e il segretario organizzativo Marzio Govoni non possono nascondere la soddisfazione per l’andamento, in provincia di Modena, della raccolta firme che il sindacato ha organizzato a livello nazionale sia per la legge di iniziativa popolare sul lavoro sia per i tre referendum su temi connessi. «Posso sbilanciarmi e prevedere che il traguardo delle trentamila firme, che ci eravamo posti come obiettivo, non dovremmo avere difficoltà a raggiungerlo e superarlo. La raccolta è iniziata il 9 aprile, il tempo concesso riguardo i referendum è di tre mesi e restano parecchie settimane di lavoro. Per la Carta dei diritti c’è tempo fino a ottobre».

La campagna lanciata da Cgil ha l’obiettivo da una parte di raccogliere le firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare relativa alla Carta dei Diritti universali del lavoro. Un modo concreto per opporsi al Jobs Act voluto dal governo Renzi, dall’altra punta ai tre quesiti referendari per l’abrogazione delle norme che limitano le sanzioni e il reintegro in caso di licenziamenti illegittimi, quelle che limitano la responsabilità solidale negli appalti e il lavoro accessorio, i cosiddetti voucher.

Da settimane i banchetti allestiti da Cgil in tutta la provincia per la raccolta sono stati distribuiti in base a una struttura su due livelli, come spiega Tania Scacchetti: «Da una parte la raccolta delle firme nei luoghi pubblici, quindi nei mercati, davanti alle scuole, feste, mense, luoghi della movida come la Pomposa in centro storico per coinvolgere i giovani, supermercati, anche nei parchi e in occasione di spettacoli come il concerto dei Modena City Ramblers. Dall’altra parte ci stiamo impegnando sui luoghi di lavoro, dove in un primo tempo abbiamo fatto le consultazioni con tutti i nostri iscritti e ora ci rivolgiamo a tutti, trovando rispondenza anche tra i non iscritti alla Cgil. È un’attività intensa che non ci impegna solo nei classici luoghi sindacali ma anche in altre realtà dove si possono intercettare i giovani, che sono poi le persone più colpite dalla realtà del mondo del lavoro. Tanto la legge quanto i referendum sono strumenti con cui vogliamo riportare i temi dei diritti del lavoro a un ruolo centrale che si è andato perdendo».

«I diritti dei lavoratori - continua il segretario Cgil – non possono dipendere dalla tipologia dell’attività lavorativa, devono esserci per tutti mentre ora non è così, anzi in certi casi i diritti sono quasi assenti. La sensibilità sui temi e i problemi del lavoro è elevata, soprattutto tra i giovani e anche riguardo ai referendum non credevamo che la gente fosse così pronta a sostenerci e a firmare. Anche i voucher, così diffusi e così legati ad abusi, tutti sanno cosa sono, anche chi non è giovane ha il nipote, il figlio dell’amico, il conoscente vittima di sfruttamento con questo strumento e tutti firmano volentieri. Si può dire che le 20mila firme raccolte siano in realtà circa 80mila, perché il 98 o 99 per cento delle persone firma anche per tutti i tre referendum. La raccolta delle 500mila firme in ambito nazionale non sarà un problema, così come le 50mila per la nuova legge sul lavoro. C’è una grande volontà di cambiamento: è un messaggio forte». Il segretario organizzativo Govoni quasi esulta: «Questa iniziativa ci ha fatto veramente bene, forse ne avevamo bisogno, l’attività sindacale vive anche di queste cose e constatare un successo del genere è importante. Lo sforzo è notevole con centinaia di banchetti in tutta la provincia, dalle piazze agli orti per anziani con la mobilitazione di 500 persone, compresi i volontari e i nostri pensionati, che stanno facendo un lavoro straordinario. Solo nella serata del concerto dei Ramblers abbiamo raccolto 720 firme».

Stefano Turcato

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