Terre Badia, il fallimento apre le porte ai compratori
FRASSINORO. Futuro ancora pieno di incognite per i 117 dipendenti della ceramica Terre della Badia. La crisi esplosa il 17 marzo è giunta all’epilogo, con la dichiarazione di fallimento del Tribunale...
FRASSINORO. Futuro ancora pieno di incognite per i 117 dipendenti della ceramica Terre della Badia. La crisi esplosa il 17 marzo è giunta all’epilogo, con la dichiarazione di fallimento del Tribunale di Reggio (l’azienda ha sede a Guastalla). L’istanza era stata presentata da tre fornitori non pagati, e il 16 maggio il giudice ha sancito la nomina di un curatore fallimentare. Questo comporta un altro passaggio per i lavoratori che dal 9 maggio hanno il supporto della cassa integrazione straordinaria per crisi, perché ora che la crisi è comunque finita l’ammortizzatore va riconfermato con la formula della procedura concorsuale, la cui domanda è in capo al curatore. Ma dovrebbe essere scontata. Al curatore spetta anche la vigilanza dello stabilimento, fatto che ha portato giovedì i lavoratori a disporre lo stop al presidio notturno dopo 72 giorni. Il futuro non è del tutto nero: sono giunte più di una manifestazione di interesse alla rilevazione dell’azienda, ora più conveniente con il fallimento. «I lavoratori sono senza stipendio da aprile – sottolinea Antonino della Filctem/Cgil – se c’è qualcuno interessato, si faccia avanti». (d.m.)
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