Terremoto tra critiche e autocelebrazioni
Un consiglio dell’Unione Area Nord dedicato a tema della ricostruzione in cui si è passato in rassegna quattro anni di lavori, fissando l’obiettivo - come ormai più volte annunciato in questi giorni...
Un consiglio dell’Unione Area Nord dedicato a tema della ricostruzione in cui si è passato in rassegna quattro anni di lavori, fissando l’obiettivo - come ormai più volte annunciato in questi giorni di celebrazioni - sui centri storici. Alberto Silvestri, sindaco di San Felice e presidente dell’Unione uscente, ha illustrato diverse slide informative dove emergono dati relativi a quanto fatto dai giorni del terremoto in poi. Se nel 2012 erano 60 i Comuni coinvolti ora il cerchio si stringe a 35, ma nei primi dieci posti dominano i paesi della Bassa. Silvestri, con un altro ritornello che si protrae da anni ad ogni eventi pubblico, denuncia anche la mancanza di una Legge nazionale a tutela del territorio in caso di calamità naturali per evitare la lentezza burocratica del sisma emiliano.
Adesso si parla di centri storici, grande tassello mancante, punto debole di molti comuni, tra cui Finale e Mirandola, come sostengono i consiglieri Antonio Platis e Nunzio Tinchelli che chiedono un intervento immediato. Platis inoltre interviene anche sulla recente inaugurazione della moschea di Mirandola chiedendo se sia in concorrenza con la ricostruzione di chiese ed altri edifici. Ma il sindaco Maino Benatti non ci sta e incalza: «La storia della Moschea deve finire, è demagogia spiccia, loro hanno seguito l’iter burocratico e non capisco perché la Regione avrebbe dovuto usare due pesi e due misure».
Sui centri storici però l’ostacolo più grande sembra essere il ministero dei Beni Culturali, con tempistiche molto lunghe. L’assessore regionale, Palma Costi, ha però ribadito l’intenzione di trovare una strada più celere e condivisa.
Serena Fregni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
