Modena. «Reati in calo ma tanti non denunciano»
Dal tavolo Pd sulla sicurezza a Modena si conferma un quadro preoccupante Cala la fiducia nella giustizia e nelle indagini. C’è chi invoca la legittima difesa
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MODENA. I reati? È vero che sono in calo ma molte persone non denunciano più».
A parlare è Giuseppe Stanziale. «La situazione è preoccupante - ha ripreso il segretario del sindacato di Polizia Silp per la Cgil di Modena - soprattutto perché molti cittadini si rivolgono alla Questura per richiedere il possesso dell'arma. Il dato deve metterci in allerta».
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Stanziale ha partecipato ieri, insieme ad altri rappresentanti di categoria, al primo tavolo di confronto convocato dal Partito democratico. Il fine: fare il punto della situazione su temi di attualità. Quali? Legalità, sicurezza e certezza della pena. «Rispetto a furti e rapine è aumentata la percezione - ha sottolineato Fulgenzio Brevini, direttore delle politiche sindacali di Confesercenti Modena - soprattutto per quel che riguarda la criminalità violenta».
Cosa chiedono i commercianti modenesi?
«Un maggior presidio del territorio con le forze dell'ordine - ha spiegato Brevini - mentre gli esercenti chiedono maggior controllo da parte dei tutori della legge durante l'orario di apertura e chiusura delle attività commerciali».
«L'insicurezza percepita produce un calo della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica - ha ripreso Maurizio Piccinini, di Libera Modena - e così viene a mancare il senso civico».
Quali sono i dati sulla criminalità organizzata a Modena? «Negli ultimi anni non ci sono stati molti casi di usura - ha ricordato il rappresentante di Confesercenti - almeno quelli segnalati sono stati quattro o al massimo cinque. Tuttavia, tra questi c'è stato anche ad un caso di estorsione».
Come si affronta il problema?
«La questione va vista a nella sua interezza: è importante la certezza della pena - ha suggerito il referente delle imprese modenesi - e sarebbe utile avere un ufficio distaccato a Modena della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Bologna».
Guardare l'illegalità e la criminalità a 360 gradi è anche il suggerimento dato da Bruno Fontana, segretario del sindacato di Polizia Siulp.
«Bisogna lavorare in modo organico e coordinato: le forze dell'ordine, la magistratura e il sistema carcerario - ha spiegato Fontana - sono come tre vagoni che devono viaggiare alla stessa velocità, altrimenti il “treno” non funziona».
Qual è la situazione ?
«Molti colleghi sono costretti a far cadere importanti indagini - ha risposto il referente di Siulp - per mancanza di organico. Inoltre, le persone non denunciano più: sono scoraggiate tanto che la domanda che mi viene rivolta più spesso è relativa alla pena che si incorre se ci si fa giustizia da sé».
Cosa fare?
«Razionalizzare le risorse esistenti - ha proposto Fontana - e creare un unico distretto tra comuni limitrofi. Il risultato? Un commissario che gestisce un numero maggiore di uomini, i quali coprono un'area più grande e hanno a disposizione più mezzi. Così si avrebbe più sicurezza per i cittadini».
Cristina Cavani, presidente del quartiere 4, ha proposto «un regolamento urbanistico» per evitare la chiusura delle attività e un «riutilizzo temporaneo» delle stesse come possibile risposta al degrado.
Martina Stocco
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