Bassa, cemento depotenziato in azienda: cinque imprese ad alto rischio
Controlli su Acetum, Agritecnica a San Felice, Offmec di Mirandola, Zimor a Finale e Medica di Medolla Sono tutti cantieri di “A&C” fatti con calcestruzzo Betonrossi. Perquisizioni anche in Acea Costruzioni
C’è un’associazione a delinquere - la struttura dirigente della Betonrossi e della Industria Cementi Giovanni Rossi spa - che forniva calcestruzzo depotenziato. E c’è un cliente - la A&C Costruzioni di Mirandola - che con quel cemento realizzava edifici in tutta la Bassa terremotata.
I reati contestati dal pm Claudia Ferretti della Procura di Modena vanno dalla frode in pubbliche forniture alla truffa aggravata per ottenere erogazioni post sisma fino alla falsità ideologica commesse da un pubblico ufficiale qual è il Direttore Lavori della scuola media di Finale. Ma lo scandalo del cemento scadente è destinato ad allargarsi a dismisura visto che nel mirino degli inquirenti non c’è soltanto la secondaria “Frassoni” ma almeno altre cinque aziende che avevano commissionato all’impresa edile della famiglia Zaccarelli la realizzazione di immobili privati.
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Si tratta della Zimor di Finale, la società che ha salvato l’ex Ansa Marmitte e sta realizzando un grande polo industriale e navale. Lì, un anno fa, vennero bruciati due escavatori, affittati dalla A&C da un fornitore mantovano. Un secondo cantiere finito sotto la lente di ingrandimento è all’Acetum di Cavezzo, colosso nella produzione di aceto balsamico; e ancora calcestruzzo ad alto rischio è forse stato usato alla Medica di Medolla, gruppo che opera nel campo del biomedicale. Il quarto appalto su cui si indagherà è quello alla OffMecc di via XXV Aprile a Mirandola, azienda al servizio delle industrie metalmeccaniche con studi, progetti, disegni e forniture di componenti, gruppi e macchine per i settori elettrodomestico, industriale e agricolo. Ed infine c’è l’Agritecnica di San Felice di Matteo Bianchini, inaugurata l’8 maggio all’ex Purina dopo un indennizzo regionale di poco meno di 4 milioni di euro, grazie ai quali è stato possibile demolire e ricostruire circa l’80% del vecchio stabilimento danneggiato dal sisma, oggi dotato anche di un nuovo impianto di ammasso cereali, in sostituzione dei vecchi silos.
Le perquisizioni, invece, hanno riguardato aziende e abitazioni degli indagati a cui sono stati sequestrati anche i telefoni cellulari oltre che i computer e i vari supporti informatici. Alla Betonrossi sono stati presi i dati di fornitura degli impianti di Finale, Medolla, Carpi, Mantova, Modena e San Benedetto Po, relativi anche ai cinque cantieri sotto indagine. Molto più corposa la documentazione recuperata in “A&C” compresi i fascicoli di tutte le ricostruzioni post terremoto, pubbliche e private. L’analisi degli agenti della squadra Mobile della polizia e del nucleo operativo della municipale di Modena sono intervenuti anche in Acea Costruzioni e Cls, le altre due imprese di famiglia degli Zaccarelli.
Un capitolo a parte è invece stato riservato ad altre tre persone non indagate: si tratta dei responsabili del Laboratorio tecnologico Modenese dove i “cubetti” di calcestruzzo venivano analizzati e i dati comunicati anche agli appaltatori e il professore Luigi Coppola, docente di Ingegneria all’università di Bergamo e consulente di Betonrossi nonché co-autore di alcune pubblicazioni per conto della società piacentina. Anche per loro sequestri e perquisizioni.
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