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I ristoratori di Modena alla guerra: «Fermate gli abusivi»

di Stefano Luppi
I ristoratori di Modena alla guerra: «Fermate gli abusivi»

Si moltiplicano fiere, sagre, feste di partito con annesso servizio ristorazione Fipe-Confcommercio: «È un fenomeno che crea un danno da 60 milioni l’anno»

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MODENA. Con l'arrivo del bel tempo sotto la Ghirlandina e in provincia si moltiplicano gli eventi estivi con annessi, praticamente sempre, buffet, "tavolate", grigliate e quant'altro soddisfi il palato. Tutti contenti, dunque, meno i ristoratori modenesi che criticano le forme di abusivismo e falsa concorrenza che a loro dire agiscono dietro queste iniziative. Fipe-Confcommercio, associazione che riunisce i ristoranti cittadini con alla presidenza il patron de "L'erba del re" Luca Marchini, alza la voce e critica apertamente queste iniziative che devono sottostare a norme infinitamente meno severe rispetto a chi fa ristorazione "normale".

«l mercato della ristorazione abusiva nella nostra provincia - spiega Marchini, presidente di Fipe-Confcommercio - ha assunto dimensioni molto rilevanti e attualmente copre, con circa 60 milioni di euro, circa il 15% del bacino d'affari ufficiale totale». Lo chef presenta una situazione sotto la legalità, pur dicendo di non voler colpire le feste delle parrocchie e attività simili: "Non ce la prendiamo con le parrocchie o con i circoli che organizzano qualche evento - continua Marchini - ma non è possibile che ci siano sagre di paese che durano un mese, o circoli che organizzano lasagnate per 400 persone, come accaduto di recente a Modena, facendo praticamente sempre lavorare i volontari. Noi ristoratori abbiamo, giustamente, molte regole da seguire e non possiamo sgarrare, ma ci troviamo come concorrenti manifestazioni che possono aggirare le regole perché da molti anni fanno quello che non potrebbero. Non vogliamo prendercela con nessuno, ma facciamo appello alle istituzioni perché facciano osservare le norme in modo che ognuno faccia le cose per cui è delegato". Di esempi ce ne sono a bizzeffe, basti pensare ai tanti agriturismo che lavorano nella Bassa o nel territorio che da Modena va verso collina e montagna. La regola vuole che in agriturismo si possa cucinare usando per il 70% i prodotti provenienti dai campi di quel dato proprietario che apre la struttura. Ma chi rispetta questa regola? Ci sono club privati che danno da mangiare a tutti potendo invece farlo solo con i soci di quel dato circolo. «Addirittura tanti agriturismi - continua il presidente Fipe - mettono in piedi delle feste private utilizzando catering esterni per centinaia di ospiti, poi ci sono le feste politiche dove si osservano certo le regole, ma che sfamano migliaia di clienti in una situazione particolare, poi ci sono numerosi punti di ristoro legati a manifestazioni sportive o culturali organizzate da associazioni di volontari, oppure ancora sagre che dovrebbero fare promozione delle eccellenze alimentari e invece sconfinano nella ristorazione pura».

Questa sorta di "ristorazione parallela" si abbatte dunque sul mercato gastronomico totale che già fatica di suo dopo anni di crisi economica: «Denunciamo questa zona grigia da anni - conclude il titolare dell'Erba del re - ma con l'arrivo del caldo l'offerta parallela e spesso abusiva si ripresenta puntuale. Così si alterano le regole di una sana concorrenza che crea danni anche all'erario visto che solo a Modena vengono sottratti al fisco decine di milioni di euro».

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