Inchiesta cemento depotenziato, AeC di Mirandola: rispettate tutte le regole
“I nostri edifici sono solidi, sicuri e sono stati sempre realizzati rispettando le norme” Stefano Zaccarelli: “Abbiamo contribuito a costruire noi le scuole medie di Mirandola che ressero al sisma del 2012 che diventarono il quartier generale dell’emergenza. Siamo certi del nostro lavoro e a disposizione degli inquirenti”
MIRANDOLA. “Siamo i primi ad essere colpiti per questa vicenda su cui noi stessi vogliamo fare piena luce. Per questo intendiamo offrire, come abbiamo fatto fin da subito, la nostra massima collaborazione agli inquirenti, ma vogliamo anche ribadire che la storia di AeC e delle aziende che l’hanno costituita, è una storia fatta di persone che da cinquant’anni lavorano nel campo delle opere pubbliche e di quelle private rispettando sempre scrupolosamente ogni norma”.
Con queste parole Stefano Zaccarelli, legale rappresentante di AeC, intende chiarire la posizione dell’azienda in merito all’indagine in corso da parte della magistratura. “Vorremmo chiarire alcuni punti - aggiunge - Il primo è che il calcestruzzo oggetto dell’inchiesta è frutto di una fornitura di un’azienda terza, il secondo è che la nostra azienda (che ha circa 250 dipendenti) è certificata secondo il modello Iso9001/2008 e ha un sistema di tracciamento di utilizzo dei materiali volto a garantire il rispetto di ogni norma e la massima sicurezza degli edifici. Il terzo, e più importante punto, è proprio questo: la totale tranquillità sulle opere e gli edifici, pubblici e privati, che abbiamo fin qui realizzato, in questi anni; edifici che hanno superato ogni test e che sono assolutamente solidissimi e sicuri".
"Basti pensare – aggiunge Zaccarelli – che una delle due aziende, da cui AeC è nata, ha contribuito a costruire nel 2009-10 la scuola media di Mirandola che è stato uno degli edifici a resistere meglio al terremoto del 2012 tanto da diventare il quartiere generale degli enti pubblici che hanno coordinato le attività di emergenza e di soccorso dopo il drammatico sisma. Così come ha resistito benissimo al sisma il centro commerciale “Ipercoop della Mirandola” che è un’altra delle opere costruite da noi. Il quarto e ultimo punto è che siamo noi i primi a volere capire che cosa è accaduto con questa partita di calcestruzzo e abbiamo noi stessi avviato una verifica interna, all’interno della nostra complessa struttura, per capire che cosa è esattamente avvenuto. Da ultimo intendiamo ribadire la massima collaborazione agli inquirenti di cui siamo a disposizione per ogni chiarimento”.
A questo proposito l’azienda sottolinea come nelle contestazioni della procura non ci siano ipotesi di reato di carattere associativo né alcun tipo di collegamento con la criminalità organizzata.
“Siamo gente di questa terra – conclude Zaccarelli – persone che da cinquant’anni costruiscono edifici pubblici e privati rispettando ogni norma e onorando gli impegni assunti, cosa che continueremo a fare proseguendo la nostra attività senza alcun tipo d’interruzione. Abbiamo contribuito a costruire questo distretto creando una grande famiglia di 250 persone e siamo stati in prima fila quando c’è stato bisogno di ricostruire dopo il sisma del 2012. Amiamo questa terra e non vorremmo, mai e poi mai, farle del male”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
