La sollevazione dei politici: «Paghino caro»
Lo sdegno e la rabbia dei sindaci di Finale e Mirandola, Palma Costi, Messina (Idv) e Platis (Forza Italia)
Lo sdegno del cemento depotenziato è bipartisan nel mondo politico. «Chi ha sbagliato dovrà pagare - dice Maino Benatti, sindaco di Mirandola - Sono molto amareggiato. Abbiamo fatto di tutto per ricostruire gli edifici crollati e per rispettare tutte le regole. Chi si è comportato male rischia di buttare nel fango il lavoro della parte di comunità che si è comportata onestamente».
«Siamo al fianco della Procura - fa eco l’assessore regionale Palma Costi - Per quanto riguarda gli edifici ricostruiti sarà l’inchiesta a fare luce, la Regione segnalerà ogni singolo caso per cui sorgono dubbi. Ricordo che, anche a Mirandola, abbiamo sciolto contratti con imprese perché erano venuti meno i presupposti. Dobbiamo rispettare quella burocrazia “sana” che ci fa impiegare magari qualche mese in più per ricostruire, ma consente a chi ha già subìto danni di non patire un’altra volta quello che ha già vissuto. Circa 1.000 opere pubbliche, fra quelle in corso di realizzazione e quelle già realizzate, sono tutte passate per un rigido sistema di norme e controlli».
«Sono arrabbiatissimo - tuona il sindaco di Finale, Fernando Ferioli - Se qualcuno ha speculato su una scuola per qualche migliaia di euro, pagherà. E la nostra comunità dovrà essere risarcita di tutti i danni diretti e indiretti. Solo ora capisco perché non potevamo entrare nella scuola nuova, peccato averlo saputo dai giornali. Richiedo accertamenti immediati e celeri sulle strutture con carotaggi e nuove analisi per conoscere la verità e sapere cosa succederà a quella struttura per la cui realizzazione tanto mi sono speso».
«Siamo sdegnati - accusa il Pd di Finale - Comune e cittadini sono parte lesa. Sindaco e tecnici comunali non hanno responsabilità. Non tolleriamo che qualcuno metta a rischio l’incolumità dei ragazzi».
«Cemento scadente? Sono incazzato nero - accusa Ignazio Messina, segretario nazionale Idv, che per le medie di Finale ha donato 1,8 milioni - Promuoveremo azioni in tutte le sedi giudiziarie per sapere perché i nostri fondi siano finiti a faccendieri senza scrupoli che, mettendo a rischio anche la sicurezza degli studenti, hanno pensato a speculare».
«Come è possibile - attacca Antonio Platis di Forza Italia - che un muro intonacato venga stornato dalla vigile Regione, e il Pubblico non si accorga che il calcestruzzo è contraffatto in una scuola. Il fatto che sia stata accertata la presenza di materiale scadente a scuola impone una riflessione: anche noi emiliani non abbiamo gli anticorpi per impedire vergognose speculazioni. La Regione invece di inseguire per pochi centesimi i terremotati che hanno perso tutto, ci dica che cosa ha intenzione di fare perchè è palese che la macchina dei controlli è fallita. A&C è da almeno cinquant'anni l'indiscussa azienda di costruzione di Mirandola e della Bassa. Su tutti gli edifici pubblici, a questo punto, è necessario fare una perizia esterna per verificare la bontà dei materiali usati. Nel prossimo Consiglio chiederemo di avviare tutti gli accertamenti.
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