Nove Maestri orgoglio del Lavoro
L’onorificenza a chi si è distinto per innovazioni e capacità di trasmettere esperienza ai colleghi
Quella stella bianca a cinque punte per tutti loro vale più di una medaglia al valore. Il loro merito non è nato da un gesto eccezionale ma da una vita professionale portata avanti con caparbietà e disponibilità.
Per questo ieri i nuovi Maestri del Lavoro avevano gli occhi lucidi. Quel diploma, il “Brevetto” come è definito ufficialmente, li ricompensa di una vita di sacrifici e consacra le soddisfazioni di una lunga carriera. Per nove di loro, i neopremiati del 2016, valgono forse più di ogni altro le parole di chi ha ricordato che per tutti loro le capacità umane e professionali andavano oltre la soddisfazione dei clienti.
Sul palco, a fianco di Meris Cantoni, con l’incarico di Console a capo della sezione modenese della federazione dei Maestri del Lavoro, anche il sindaco Muzzarelli, il console di Confindustria Messori e due rappresentanti per Prefettura e Direzione Provinciale del Lavoro. In sala parenti e amici dei premiati, oltrre ad alcuni sindaci e gli altri Maestri che non hanno voluto mancare l’appuntamento dell’assemblea annuale. Eccone una sintesi delle loro biografie.
Daniele Bianchini. Spilambertese doc è rimasto in quella che oggi è la Bper per 44 anni e 10 mesi, scalando tutti i gradini, da impiegato a direttore di filiale sino a diventare vicedirettore centrale, responsabile della Direzione Crediti e infine direttore centrale.
Wolmer Borsari. Nato a Miraldola e residente a Carpi, è entrato come inpiegato nella Cna il 1978 e oggi è responsabile dell’Ufficio Politiche Fiscali e Tributarie degli enti locali.
Alessandro Capitani. Dipendente Ferrari, ha varcato il portone della mitica fabbrica l’8 ottobre 1984 con la qualifica di operaio e in tasca il diploma dell’istituto Corni. Dopo 31 anni ha attraversato settori via via più importanti, tra i primi a occuparsi di ergonomia in azienda quando era ingegnere di processo, contribuendo in maniera decisiva a migliorare le postazioni dilavoro.
Nel 2005 il salto, quando diventa responsabile del settore “Cost engineering” e poi “Program management”, coordinando la pianificazione della gamma vetture. È lui che conosce in anticipo quella che sarà la Ferrari di domani. A chi gli chiede come sarà offre una risposta ineffabile: «La prossima vettura del Cavallino? Sicuramente un successo».
Virna Franceschelli. Entrata alla fargh a 20 anni, poi diventata Manitaou Italia, è diventata in 31 anni di lavoro nel settore amministrativo il punto di riferimento della casa madre, un gruppo francese da 3.300 dipendenti.
Ariano Giunzioni. Originario di Montefiorino, in 34 anni di servizio all’Enel è partito come elettricista ed è diventato caposquadra senior, impegnandosi in particolar modo nela settore della sicurezza.
Giorgio Manicardi. È entrato in Maserati quando ancora c’era la famiglia Orsi, nel 1966, assistendo al passaggio prima della Citroen, poi di De Tomaso sino alla Ferrari oggi. Ha creato l’Ufficio Ricambi e poi è stato il responsabile dell’ufficio vendite all’estero. Oggi è presidente del Gruppo Anziani Maserati.
Claudio Mariuzzo assieme a Maddalena Turco sono due dipendenti della Wam, l’azienda di Medolla leader nella meccanica. Se il primo è stato un mago nell’ottimizzare la produzione, la seconda è diventata una colonna nel settore commerciale.
Franca Scorcioni. In pensione dalla Villani Saluni di Castelnuovo Rangone dopo 41 anni di servizio si è occupata in particolar modo dei processi d’informatizzazione con particolare attenzione alla clientela.
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