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Picchia la moglie per gelosia, fermato inneggia ad Allah

Picchia la moglie per gelosia, fermato inneggia ad Allah

«Mi tradisci»: la picchia e prende a catenate in viale Moreali Tre poliziotti per bloccarlo. Ma la coniuge non lo denuncerà

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«Tu mi tradisci. Tu ti prostituisci quando mi spacco la schiena da trent’anni per te». Queste le frasi che gridava in italiano un tunisino 49enne cittadino italiano ieri mattina intorno alle 10.30 in viale Moreali mentre pestava la moglie in mezzo alla strada.

È pesantemente degenerata la sfuriata di gelosia da parte dell’uomo contro la coniuge. Sono due nordafricani che vivono all’occidentale: nessun velo, vestiti normali, jeans e capelli biondi con le meshes per lei. Lui le rimproverava di spendere troppo per i suoi capricci. Lei gli ha risposto. A quel punto i due si sono spinti in mezzo alla corsia preferenziale vicino all’incrocio con via Monchio e lui le ha gridato ogni sorta di offesa alzando le mani. L’ha picchiata selvaggiamente mentre le auto passavano. Le ha dato schiaffi, calci e pugni. Poi ha preso la catena della bicicletta e l’ha brandita. Ma proprio in quel momento si sono avvicinati alcuni passanti. Tra questi Filippo Radi. «L’ho visto con la catena alzata - racconta - io e un altro ci siamo messi davanti alla donna impedendo che la colpisse. È stata chiamata la polizia che è arrivata in forze in pochi minuti. La donna era a terra».

Filippo ricorda le frasi che l’uomo gridava mentre la picchiava: «Ripeteva che le aveva dato mezzo chilo d’oro. Che lavorava da trent’anni per lei. Lavorava in fonderia a novanta gradi per mantenere una che si prostituiva. Frasi così, discorsi di un geloso in preda alla furia. Intanto quella povera donna era a terra stordita».

All’arrivo della Squadra volante della polizia di Stato l’uomo non si è affatto calmato. Per separarlo dalla sua vittima, che continuava a giacere sull’asfalto in mezzo alla strada, è stato necessario l’intervento di tre agenti. Che hanno fatto fatica a bloccarlo e riportarlo alla ragione.

Mentre a fatica lo caricavano in auto, il marito geloso ha gridato: “Allah U Akbar”, Allah è grande. Frase rituale che ripete continuamente ogni islamico ma che in quel contesto appariva sinistra.

L’uomo è stato fermato e portato in Questura per essere identificato e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. La moglie è stata portata la pronto soccorso e medicata. Non lo denuncerà. (c.g.)

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