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PoliZIA municipale

«Riorganizzazione fallimentare: altro sciopero»

La polizia municipale è di nuovo sul piede di guerra: dopo lo sciopero messo in atto dai vigili a partire dal primo aprile, con il blocco degli straordinari, e il 7 aprile con l’astensione dal lavoro...

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La polizia municipale è di nuovo sul piede di guerra: dopo lo sciopero messo in atto dai vigili a partire dal primo aprile, con il blocco degli straordinari, e il 7 aprile con l’astensione dal lavoro da parte di una percentuale superiore al 50% di aderenti, ora viene confermata una nuova giornata di sciopero il prossimo 6 luglio durante il Carpi Summer Festival. «È una decisione importante in risposta alla totale assenza dell’ amministrazione e della dirigente “sorda” ed incapace di mediare il conflitto riconoscendo gli errori di una riorganizzazione vuota di contenuti e con obiettivi non chiari e non misurabili. – scrive il Diccap Sulpl, sindacato di cui fanno parte gli agenti che aderiscono agli scioperi - Già mesi fa avevamo avanzato seri dubbi sulla possibilità che la comandante riuscisse a gestire la riorganizzazione del corpo di Polizia municipale in modo oggettivo. Ed ora si comincia a vedere il risultato negativo di questa riorganizzazione che va ad inasprire il clima all’ interno del comando, creando figli e figliastri nascondendo problematiche, organizzative e aggiungendo diseguaglianze tra gli operatori che sono peggiorate negli ultimi anni. La riorganizzazione è stato il solito spot di facciata nebuloso con l’unico intento di salvaguardare il raggiungimento dell’obiettivo sulla carta, che equivale a fine anno ad un riconoscimento economico sostanziale per chi l'ha predisposto. La riorganizzazione non sta portando nella realtà quotidiana efficacia ed efficienza, è pura e inutile dispersione del personale sul territorio che crea scoperture in una città di 70mila abitanti quale è Carpi. I servizi giornalieri hanno un unico obiettivo: le multe. Prova né è il fatto che i controlli da eseguire sono esclusivamente disposti nei medesimi posti viabili. Altro problema – prosegue il Diccap Sulpl - è il “benessere organizzativo”: è risaputo che una buona organizzazione produce sugli operatori serenità, motivazione e un aumento della produttività. L’attuale dirigente va in senso contrario creando malumori, discriminazioni, inasprendo la conflittualità».

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