L’addio di Torreggiani a Cna e l’ombra del... “Gattopardo”
A cavallo dello scorso week end in Cna è accaduto un fatto storico. O forse no. Dopo 24 anni di “regno” incontrastato, infatti, Maurizio Torreggiani ha dovuto lasciare il suo ruolo di direttore...
A cavallo dello scorso week end in Cna è accaduto un fatto storico. O forse no. Dopo 24 anni di “regno” incontrastato, infatti, Maurizio Torreggiani ha dovuto lasciare il suo ruolo di direttore generale per cedere il passo ad Andrea Tosi.
Un passaggio di consegne non facile, per lui che, probabilmente, non avrebbe voluto lasciare. Ma divenuto inevitabile, dopo un graduale, negli ultimi tempi, precipitare della situazione di quella che è la più grande (anche troppo e qui probabilmente sta l'origine di una parte dei problemi) associazione di artigiani della provincia. Una serie di gravi problemi economici e di bilancio, aggravati da una sfortunata serie di disavventure - in chiave politica - di Torreggiani, hanno finito con l'offuscarne la stella luminosa. Una stella che, per anni, ne aveva fatto un personaggio di grandi prospettive personali. Era l'eterno candidato a tutto: a sindaco, a consigliere regionale, a parlamentare, fino alla scalata - fallita - alla Cna nazionale. È riuscito ad agganciare “solo” la presidenza della Camera di Commercio, dove resterà fino a scadenza, a meno che ora - che la Cna lo ha “pensionato” anticipatamente - non ci sia chi, dalla stessa associazione o dai comprimari nell’ente camerale non faccia pressioni sottolineando la sua scarsa rappresentatività attuale.
Ma qual è l'origine dei problemi Cna ? Sarebbero varie. Su tutte il micidiale mix composto dalla crisi economica e il terremoto del 2012, che ha falcidiato decine di imprese artigiane nella Bassa associate alla Cna. Una Cna che negli anni, sotto l'ambiziosa guida di Torreggiani, è sembrata malata di gigantismo: sedi in ogni angolo del territorio, centinaia di dipendenti che con l'arrivare della crisi economica si sono trasformati in un fardello pesante, mentre gli introiti calavano e il mercato dei servizi alle imprese viveva un momento di grande concorrenza esterna. Il risultato è noto: un buco di bilancio, la necessità di ridurre il personale. Problematica alla quale pensioni anticipate e “scivoli” di qualche dipendente non sono bastati a far fronte. A settembre con la riapertura della trattativa sindacale il problema si riproporrà in tutta la sua drammaticità. L'ipotesi di tagli del personale non è purtroppo scongiurata.
In mezzo c'è stato anche il tentativo - fallito - di unificazione con Bologna, Torreggiani non ha saputo portare a termine l'operazione; anzi il percorso intrapreso è stato bloccato e presto si proporrà il problema di riassorbire dipendenti di rientro da Bologna.
Tutta una serie di problemi che avevano spinto Torreggiani a provare a cambiare aria, con la scalata alla Cna nazionale fallita, per via della sua mancata capacità di tessere legami vincenti a livello nazionale, ma prima ancora regionale.
Anzi questo suo movimentismo pare aver indispettito non poco i vertici nazionali che non hanno mancato di agire di conseguenza. Insomma Torreggiani alla fine si è trovato alquanto isolato e di fronte al malcontento e alla preoccupazione di associati e di referenti esterni. Ad esempio, Bper preoccupata non tanto di controllare Cna ma di rientrare dall'esposizione dell'associazione nei suoi confronti.
Insomma tanti segnali ai quali Cna ha dovuto rispondere con l'ammaina-direttore. Torreggiani è stato convinto a farsi da parte. Ma è davvero così? Il dubbio non è peregrino perché a ben vedere il nuovo staff dirigenziale ha un che di gattopardesco. Il famoso “cambiare tutto perché non cambi nulla”. Non ci sono infatti volti nuovi nel nuovo organigramma, ma quelli esistenti rimescolati o con incarichi modificati. Tutte persone per le quali Torreggiani potrebbe prendere a prestito le parole di Pippo Baudo: “li ho scoperti io...”.
Queste persone sapranno affrancarsi rapidamente dal “passaggio di consegne” dato senza un termine a Torreggiani da parte dell'assemblea? Se sì vorrà dire che l'era Torreggiani è davvero finita, se invece il passaggio di consegne si protrarrà sarà lecito sospettare che il timone è ancora saldamente in mano al “Torre”. Starà a Tosi and Co. far capire se davvero il vento è cambiato, tra l'altro con il problema di risanare e trovare soluzioni ai tanti problemi ereditati. Personale e bilancio in primis... E la Camera di commercio? Torreggiani potrà essere ancora considerato un presidente autorevole e rappresentativo o ci sarà chi porrà il tema della necessità di un ricambio anticipato? Secondo i beni informati c'è la seria possibilità che prevalga il “tirare a campare” grazie al delicato gioco di equilibri e di accordi creato in Camera di Commercio da Torreggiani. La cosa potrebbe però rivelarsi pericolosa per Modena in vista della riforma che prevede unificazioni. Servirà un presidente forte e autorevole per tutelare il territorio. E che nel frattempo sappia fare fronte ai problemi di bilancio della Camera. Già: anche qui le ultime notizie parlano di una pesante perdita. Un inedito per Modena.
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