Gazzetta di Modena

Modena

La scuola di musica rinasce all’insegna di tamburi e trombe

di Serena Arbizzi
La scuola di musica rinasce all’insegna di tamburi e trombe

A Medolla è festa per la Fondazione Andreoli dell’Area Nord E Bonaccini prova ad esorcizzare l’incubo “Cubetto”

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MEDOLLA. Il ritmo delle percussioni dei Rulli Frullini e dell’ensemble trombe “Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si” ha scandito l’inaugurazione del nuovo “Polo per i ragazzi” all’interno dei locali dell’ex scuola dell’infanzia di Piazza Donatori di Sangue che, con i suoi due piani completamente recuperati, diventerà punto di riferimento per le attività giovanili.

Al primo piano troverà sede definitiva la scuola di musica gestita dalla Fondazione Andreoli dell’Area Nord, mentre al piano terra la collaborazione tra Comune e coop Aliante permetterà la nascita di uno spazio rivolto a giovani e adolescenti.

L’opera è stata realizzata attraverso 180mila euro provenienti dalla Regione, 17mila dal Comune e 70mila da donazione dalla Fondazione Cesvi, che con il supporto della Fondazione Zegna ha avviato un programma di aiuti destinato alla ripresa economica del territorio.

Parte dei fondi utilizzati per il ripristino della struttura provengono dal concerto del Campovolo.

«Da una tragedia nasce una opportunità: il nostro impegno è continuare in questa direzione. Siamo a buon punto anche con il Palasport, per cui è stata ottenuta la congruità: su quest’opera si andrà rapidamente in appalto», ha commentato il sindaco Filippo Molinari, nel fare gli onori di casa.

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini durante il suo intervento ha fatto più volte riferimento all’inchiesta “Cubetto” e alla necessità che «la Procura faccia più in fretta possibile perché vogliamo sapere, anche per evitare che si diffondano paura e preoccupazione quando invece la ricostruzione deve procedere nella legalità e nella sicurezza. E se qualcuno ha lucrato anche noi saremmo parte lesa. Chiedo a tutti voi di fare un applauso alla Procura, alla magistratura e alle forze dell’ordine, perché di fronte ai fatti ipotizzati, e sarebbero reati tra i più odiosi e indegni possibili, davvero non si deve guardare in faccia a nessuno. A tal proposito, il Girer, il Gruppo interforze ricostruzione Emilia, voluto dal presidente Errani è stato un provvedimento opportuno per monitorare da vicino che il processo di ricostruzione sia all’insegna dell’illegalità e del rispetto di quelle regole necessarie». Proprio sulla effettività del Girer in questi giornio molti si stavano interrogando.

Infine il presidente ha fatto qualche scontata considerazione sulla ricostruzione. «Stiamo procedendo: otto famiglie su dieci sono rientrate nelle loro case e penso al comparto del biomedicale, che dopo quattro anni vede l’export crescere del 29%, un record assoluto, e tornare a livelli superiori a quelli di prima del sisma».

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