«Quelle fusioni senza democrazia»
«Nei primi anni 2000, da Consigliere Comunale di Ravarino, ho seguito il percorso di costruzione dell’Unione del Sorbara e le trasformazioni che sono avvenute negli anni. Da Segretario del PD fino al...
«Nei primi anni 2000, da Consigliere Comunale di Ravarino, ho seguito il percorso di costruzione dell’Unione del Sorbara e le trasformazioni che sono avvenute negli anni. Da Segretario del PD fino al 2013, ho partecipato alla discussione attorno al progetto preliminare di allargamento dell’Unione a Castelfranco e San Cesario. Dall’articolo di Dondi del 13 maggio apprendo cose che solo in parte sapevo e cioè dell’approccio di fusione tra i comuni di Bomporto e Bastiglia e delle vorticose manovre solidificanti nei Comuni Area Nord. Il destino dei nostri Comuni sarà la fusione? Può darsi, ma vorrei più elementi di quelli enunciati perì convincermi. Ieri le Associazioni di categoria, certi dirigenti di partito o di partiti ci spiegavano che i Comuni senza costituirsi in Unione non potevano più reggere. Oggi, gli stessi, ci spiegano che “le Unioni sono in difficoltà e che bisogna andare oltre perché queste non sono in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini”. Ieri, ci spiegavano che “si doveva fare presto perché c’erano i bandi, c’erano i soldi e non si poteva perdere tempo”.
Oggi, gli stessi ci dicono le stesse cose, “non si possono perdere le opportunità, dobbiamo
guardare avanti”. Perché dovremmo credere che se questi “lungimiranti manovratori” prima hanno sbagliato
sulle unioni, ora dovrebbero avere ragione sulle fusioni?
E i cittadini dove sono? I cittadini vengono tenuti all’oscuro si tratta direttamente al vertice perché i cittadini “non possono capire, ci sono cose troppo tecniche, comunque alla fine decideranno loro, saranno loro ad avere l’ultima parola con il referendum”. Quindi i cittadini potranno dire si oppure no alla fusione del proprio Comune con altri, ma sarà proprio vero? Non sempre! Infatti un’assurda legge regionale non tiene conto della volontà dei cittadini dei singoli Comuni, ma del risultato referendario complessivo dei Comuni proposti in fusione.
Quindi può aversi, come del resto già avvenuto, che in un Comune i cittadini si esprimano
in maggioranza contrari alla fusione, ma il risultato dell’altro o altri Comuni, decida anche
per esso il contrario. Chi come me, non ha smesso di credere nello strumento più elementare della democrazia, il voto, non può comprendere come un Sindaco, di fatto sfiduciato dai propri cittadini, invece di dimettersi all’istante, vada a sottoscrivere la fusione del suo Comune contro la volontà popolare. Oggi troppi amministratori in campagna elettorale dicono “decideremo insieme ai cittadini”, poi se ne dimenticano».
Daniele Morselli (Ravarino)
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