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«Via quell’assurda gabella sugli abbonati»

«Via quell’assurda gabella sugli abbonati»

L’ira dei lettori sul web: «Seta e Amo preferiscono prendersela con i ragazzi. La Regione intervenga»

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Maurizio Maletti, presidente Amo nei panni di avvocato di Seta, guidata da Vanni Bulgarelli, così rigorosa nel multare gli abbonati-studenti sorpresi sui bus senza aver vidimato l’abbonamento perché impossibilitati, ha provocato una dura reazione dei modenesi. Sul web una pioggia di commenti duri nei confronti dell’atteggiamento di Seta che - unica in regione - sanziona gli studenti che pagano centinaia di euro l’anno e quindi sono sul bus con regolare titolo, perché non vidimano a “fini statistici” l’abbonamento. Omissione che avviene causa bus stracolmi, di cui Seta continua a negare l’esistenza. Fanno infuriar le parole di Maletti «C’è una norma, giusto punire chi non l’osserva», per non parlare dei vertici di Seta che addirittura suggeriscono il “passamano” se non si arriva a vidimare...

I modenesi criticano l’accanimento nei confronti dei ragazzini e fanno un parallelo con i portoghesi non perseguiti. A questo proposito fonti bene informate ci riferiscono di controlli molto più leggeri rispetto a qualche tempo fa e il fenomeno portoghesi impuniti torna a farsi serio.

Ma lasciamo la parola ai lettori. Giulia Guicciardi fa un discorso che non fa una piega: «Visto l'abbonamento annuale-studente che viene pagato caro e in anticipo Seta ha il dovere di mettere a disposizione mezzi sicuri e non fatiscenti e in numero adeguato per poter far viaggiare tutti a sedere e non in piedi come sardine ... Sull’extraurbano sono anni che i miei figli viaggiano con bestie! A caro prezzo!!»

Marco Gazzotti rileva come «per raccogliere soldi è molto più semplice multare ragazzini, che vanno a scuola e che hanno già pagato profumatamente l'abbonamento, piuttosto che far pagare il biglietto a quella marea di stranieri, “scrocconi” che non pagano mai».

Damiano Donegà si sofferma sullo stesso concetto, del due pesi e due misure, e aggiunge

«Le multe dei ragazzi vengono prontamente pagate dai genitori. Mentre non vengono multati tutti gli altri, nella stragrande maggioranza extracomunitari, che non si ha il coraggio (si è esattamente questa la parola) di andare a prendere di petto. “Eh ma tanto poi le multe non le pagherebbero” è la scusa più comune: e allora non si fanno nemmeno salire. Se non c'è un controllore se ne occuperà l'autista (come succede in tutta Europa) invece di essere sempre impegnato a parlare al telefono seppur con gli auricolari. Il resto sono chiacchiere da burocrati!!»

Angelo Severino vuole sapere da Maurizio Maletti «se i bus viaggiano a norma di legge quando sono sovraffollati e in caso di incidenti con feriti cosa dice l assicurazione?».

Pamy Cecca pretende che «la legge sia rispettata da entrambi le parti allora: il servizio e la sicurezza di Seta non vale un abbonamento annuale di 500 euro dei nostri ragazzi».

Andrea Artioli entra nel merito della norma regionale: «Innanzi tutto le leggi ed i regolamenti si fanno e si tolgono se non sono funzionali, superati o deficitari, poi tengo a sottolineare che la stessa legge Regionale 30/98, suddivisa in diversi articoli, parla chiaramente di flessibilità nell'attuazione delle contravvenzioni, quindi lascia molta discrezionalità agli operatori addetti ai controlli, che ribadisco dovrebbero esser inflessibili con i così detti “portoghesi” ma non con chi il titolo di viaggio l'ha addirittura pagato con mesi d'anticipo! Concludo chiedendo ai “Signori delle poltrone”, prima di dare giudizi, di provare a scendere in trincea, ed i mezzi usarli quotidianamente (Gigetto compreso) !!!».

Cristiano degli Antoni parla di «Una legge truffaldina e deve essere soppressa. Il fatto che sia una legge del 98 che tutela questo modo operandi e eticamente scorretto multare chi ha pagato anticipatamente un abbonamento. Tanto per farvi riflettere, la mia famiglia avrebbe speso meno in multe che in abbonamenti... mi sembra quasi istigazione a non abbonarsi».

Luca Goldoni sottolinea come «Le macchinette devono essere numerose e accessibili. Mi pongo allora un semplice quesito: in base a che cosa viene determinata la capacità massima di un autobus?».

Infine Roberto Bergamini «Poi ci si chiede come mai così poche persone utilizzino il trasporto pubblico. Ma nessuno contesta questa norma assurda? Se si fa l'abbonamento cosa cavolo devi vidimare??».

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