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Pavullo: abortisce dopo intervento, due medici a processo

di Carlo Gregori
Pavullo: abortisce dopo intervento, due medici a processo

Fu operata all’utero senza test di gravidanza anche se aveva segnalato di non usare più la pillola. Temendo malformazioni, ha interrotto la gravidanza

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PAVULLO. Operata all’utero, poco dopo scoprì di essere incinta e sotto choc fu indotta ad abortire per il timore che il figlio potesse avere gravi conseguenze dall’intervento. Per questo la donna si è costituita parte civile al processo che comincia oggi, l'assiste l'avvocato Giuseppe Calarsu.

Imputati sono il direttore del Servizio di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale di Pavullo all’epoca della drammatica vicenda, nel dicembre 2011 e l’altro è il ginecologo di fiducia della paziente, difesi entrambi dall’avvocato Andrea Mattioli.

La vicenda è piuttosto complessa. Dopo una serie di analisi mediche la giovane modenese deve essere sottoposta a un delicato intervento all’utero. Nel corso di una visita prima dell’operazione racconta ai medici che la prendono in carico - in particolare al direttore che sarà anche il suo responsabile di intervento - che ha smesso di prendere la pillola anticoncezionale, ma la notizia a quanto pare non interessa particolarmente. Tanto è vero che il giorno dell’operazione arriva senza che la paziente sia stata sottoposta a un banale test di gravidanza. L’intervento è difficile e nel corso dell’operazione la donna subisce anche un taglio alla parete vaginale che viene suturato con alcuni punti. Poco dopo però arriva il colpo di scena. I medici curanti le spiegano che è incinta.

La donna trasecola. Incomincia a pensare con estrema preoccupazione alla gravidanza e all’intervento che ha appena subito. Chiede spiegazioni ai suoi medici ma nessuno sa darle risposte convincenti che possano garantire che il nascituro non avrà problemi al momento della nascita dopo le complicanze dell’intervento uterino. È una incertezza che le crea grande angoscia.

Combattuta tra l’idea di portare avanti la gravidanza e quella di interromperla, con estrema angoscia decide di abortire. Mesi dopo, una visita da un medico legale è seguita dalla decisione di sporgere denuncia. Il pm Marco Imperato indaga e al termine chiede e ottiene il rinvio a giudizio dei medici per colpa nell’interruzione di gravidanza in base alla legge 194.

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