«Sarebbe una beffa per chi paga la Tari e per la Regione»
Salemme: «Se così, è gravissimo». Muzzarelli: «Attendiamo» Sandra Poppi: «La differenziata va fatta, servono controlli»
«Ho appreso dell’indagine nel pomeriggio per cui tutto quello che so l’ho appreso dai media. Comune e Provincia di Modena, pur non essendo direttamente coinvolti come parti lese, hanno il massimo interesse a che venga fatta chiarezza presto e bene. Attendiamo ulteriori sviluppi», commenta Gian Carlo Muzzarelli. La Regione(nella foto), parte lesa, si limita a dire di «attendere gli eventi».
«È troppo presto per commentare una notizia del genere. La mia impressione però è che, se tutto risultasse in questi termini, saremmo di fronte a una truffa al quadrato a danno dei cittadini. Una truffa che viene fatta a chi paga la Tari, la tassa rifiuti. Il costo elevato della bolletta prevede lo smaltimento differenziato. E una seconda truffa per i contributi chiesti alla Regione che, in ultima analisi, sono sempre pagati dai cittadini. Se tutto fosse confermato sarebbe davvero una grande truffa». Così Emilio Salemme, presidente della Consulta Ambiente del Comune, da sempre attento alle falle di legalità sulla gestione ambientale a Modena. «E anche in questo caso, ma non per questa ipotesi di truffa, avevo fatto una segnalazione alla Forestale in piazza Matteotti. Avevo portato l’articolo dell’Espresso sulla gestione dei rifiuti dalla discarica di Malagrotta a Roma, dopo la chiusura. Si diceva che venivano portati a Modena e invitavo a indagare».
Stessa opinione da Sandra Poppi, ex esponente di ModenaSaluteAmbiente, ambientalista che da anni si batte contro l’inceneritore. Ma la Poppi mette in guardia dalle conseguenze devastanti che può avere questa sconcertante realtà, se confermata. «Una truffa del genere non può che minare alla base la fiducia dei cittadini sulla raccolta differenziata. Ho visto con i miei occhi chi raccoglieva dai bidoni differenziati gettare insieme la carta e la plastica. Voci in questo senso non sono mai mancate. Ma questa vicenda gravissima non deve indurre a rifiutare la differenziata. Io dico che la differenziata è giusta e va fatta. Il problema qui è nato dalla gestione finale, quella che avviene nell’impianto di via Caruso nel quale nessun esterno controlla cosa avviene. Bisogna avere la certezza che alla fine della raccolta, in questa fase interna all’impianto, i rifiuti vadano realmente divisi e trattati per quello che noi cittadini paghiamo. Ho sentito Hera vantarsi di trattare il 90% dei rifiuti differenziati. Qui emerge un’altra realtà». La Poppi ha un altro sospetto: «Carta e plastica dovevano prendere strade differenti di riciclo ma in realtà sospettavamo che potessero venir gettati insieme nell’inceneritore perché riescono a tenere alta la temperatura, che deve superare i 900 gradi. Solo così si poteva garantire un calore necessario al termovalorizzatore. Un impianto mostruoso in regione che nel 2014 ha bruciato 202mila tonnellate di rifiuti. Per anni ci hanno detto che andava tutto bene....».
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