Gazzetta di Modena

Modena

EDIFICIO ACER IN VIA FOSSA MONDA

Casa occupata: condannati 8 del Guernica

Occupazione dello stabile di via Fossa Monda: ieri sono stati condannati a due mesi di pena ciascuno degli otto imputati del collettivo autonomo che secondo le indagini hanno fatto parte del gruppo...

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Occupazione dello stabile di via Fossa Monda: ieri sono stati condannati a due mesi di pena ciascuno degli otto imputati del collettivo autonomo che secondo le indagini hanno fatto parte del gruppo “Prendocasa” del Guernica, organizzatore dell’azione dal febbraio all’agosto 2011. Il giudice ha poi rinviato per discussione il processo sempre contro una decina di attivisti del Guernica per l’occupazione di via Viazza di Ramo.

La condanna arriva a cinque anni di distanza da un gesto di occupazione simile ai recenti casi di via Bonacorsa e di via Sant’Eufemia (questi ad opera dello sportello sociale La Rage e sempre del Guernica). In via Fossa Monda, una strada di Modena Est non lontana dall’iper Portali, “Prendocasa” del Guernica organizzò un blitz per dare un alloggio a otto famiglie senza tetto in un edificio Acer non abitato. La decisione di compiere questo atto illegale era pressoché concomitante con l’occupazione della scuola di Marzaglia.

In agosto l’occupazione finì dopo un accordo tra Guernica e abitati abusivi che andarono in cerca di una sistemazione fissa. «Il Comune ha annunciato l'avvio dei lavori di ristrutturazione, ma noi non ci fidiamo: da quando qui sono venuti gli operai, l'unica cosa fatta è stata la distruzione del pavimento di un appartamento per impedirne l'abitabilità. Noi continueremo a vigilare e a controllare la situazione», disse Enrico Semprini, portavoce del Guernica. La condanna di ieri si aggiunge a quella inflitta a due attivisti dello stesso collettivo per l’occupazione dell’ex scuola di Marzaglia. Resta aperto il caso dell’occupazione nel 2012 in via Viazza di Ramo di un altro stabile. Il processo è alle ultime battute: in dicembre è prevista la discussione e forse la sentenza.

Carlo Gregori

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