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Il ministro Orlando a Finale: «Schifoso speculare su sicurezza»

di Francesco Dondi
Il ministro Orlando a Finale: «Schifoso speculare su sicurezza»

Il Guardasigilli sullo scandalo del cemento depotenziato: «Sono garantista, ma ci sono dei bambini...» L’Antimafia promuove i 113 consiglieri: «Nessun impresentabile ma 8 hanno lievi precedenti penali»

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FINALE. In piazza Baccarini, davanti alla sede del Partito Democratico, lo attendono una quarantina di persone: c’è il candidato sindaco del centrosinistra, Elena Terzi, alcuni consiglieri, tanti attivisti, il sindaco Ferioli e i parlamentari Stefano Vaccari, Davide Baruffi e Giuditta Pini. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, arriva in paese quando sono ormai le 16: conosce bene gli ultimi scandali che hanno travolto il paese a partire dall’ultimo, quello sul cemento depotenziato utilizzato per le nuove scuole medie. Dopo una premessa garantista («La magistratura farà le indagini, non commento le indagini in corso...”), il Guardasigilli si sfoga: «Speculare sulla sicurezza dei bambini sarebbe un fatto particolarmente grave.

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Si può anche mettere in conto che entro certi limiti qualcuno bari e risparmi su interventi di carattere pubblico, ma cercare di fare i furbi sulla sicurezza dei bambini è una cosa schifosa. Rispetto a qualche anno fa, adesso abbiamo gli strumenti per prevenire queste situazioni. In passato avremmo scoperto l’uso di materiale scadente soltanto dopo una tragedia e a distanza di diverso tempo. Stavolta si è potuto intervenire preventivamente. Ma non c’è null’altro di positivo che emerge da questa vicenda. Se le indagini e i processi accerteranno delle responsabilità, chi ha sbagliato dovrà pagare».

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Il ministro Orlando incontra poi Elena Terzi, che gli siede accanto in un incontro con i sostenitori del candidato sindaco e fanno un giro per la città. Sfilano davanti al municipio inagibile, al Duomo incerottato, al Castello distrutto e alla torre dell’Orologio crollata. Non c’è invece la possibilità di visitare la cittadella del Sapere del Maf, sfiorando appena la scuola costruita da “A&C”, usando il cemento depotenziato fornito dalla Betonrossi.

Ma ieri è stata anche la giornata dei risultati post monitoraggio delle liste elettorali. La commissione Antimafia, infatti, ha certificato che tra i 113 candidati consiglieri per l’assemblea comunale non ci siano “impresentabili” né emergono rapporti parentali o amicali con esponenti della criminalità organizzata. Ci sono invece otto persone gravate da precedenti penali lievi o carichi pendenti per fatti non gravi. Eppure anche Finale viene citato dalla presidente della Commissione Antimafia, Rosi Bindi, quando segnala come il rischio infiltrazioni nei consigli comunali avvenga soprattutto attraverso le liste civiche, che a Finale sono 4 su 7, ossia il 57%.

«Qui non c’è stata infiltrazione né condizionamento mafioso - dice Stefano Vaccari, senatore del Pd e componente della Commissione - è un dato di fatto, confermato dal lavoro del gruppo Antimafia. È stucchevole e falso continuare ad associare le due cose soltanto per fini propagandistici ed elettorali. Il centrosinistra è pulito».

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