L’assessore Bosi: ultimatum al sindaco di Modena
Offeso da una sfuriata in consiglio di Luigi Costi, consigliere di Muzzarelli, è pronto a dimettersi. Alta tensione in Giunta a Modena
MODENA Un assessore, il più giovane di anzianità politica in giunta, che si autosospende. Andrea Bosi, entrato per Sel nella squadra di Muzzarelli dopo l’addio di Ingrid Caporioni, sbatte anch’egli contro il sindaco e il modo di fare politica che ormai è un segno distintivo di piazza Grande: una sorta di “o con me o contro di me” dove il confronto, magari anche acceso, alla base della politica, non è tenuto in considerazione. E pazienza, si fa per dire, se a recitare il ruolo di padre padrone ci pensa il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Ma ora non è più solo una questione di carattere. Il problema è ben più ampio. Come lunedì scorso in consiglio comunale, quando le urla si sono sentite anche da fuori e dove l’assessore Bosi si è sentito apostrofare dal capo di gabinetto Gigi Costi, gran consigliere di Muzzarelli, in modo piuttosto forte: il senso era “se torni a dire quelle cose puoi startene anche a casa”. Quelle cose? Quali cose? Ancora una volta una diversa posizione sui quartieri e gli eletti in rappresentanza delle varie circoscrizioni. Ma possiamo pensare che i problemi di Modena siano i quartieri e che le incomprensioni tra il Pd e Sel sia nella rappresentanza di chi ricopre gli avamposti della città? Sarebbe una favola, i problemi sono ben altri. Ma quando esplodono basta un pretesto. I quartieri appunto, e da Bosi arriva addirittura un ultimatum di 48 ore per chiarire se stare dentro o fuori dalla giunta.
L'ULTIMATUM La giornata di ieri, su sollecitazione del Pd, aveva come primo punto all’ordine del giorno ricucire lo strappo fin dove possibile. Ci si è riusciti a metà. Bosi aveva promesso che non avrebbe partecipato alla riunione di giunta. Poi sono arrivate le scuse di Costi, parzialmente accettate: passi l’accaduto, sebbene piuttosto plateale tra il braccio destro di Muzzarelli e un componente della sua giunta, ma il problema resta. E ciclicamente torna. L’atteggiamento del sindaco, tra assessori più o meno imbavagliati e problemi di comunicazione, è ormai manifesto.
Bosi ieri, contattato, non ha voluto commentare l’accaduto. E ci sta.
48 ORE Le 48 ore, come nel film di Walter Hill, spiegano una situazione tesa, come l’aria che si respirava in giunta ieri. Il Comune ha provato a far finta di nulla inviando una nota dove si evidenziava il dibattito pubblico sui quartiere, con le diverse sensibilità espresse in aula. Il Pd ha pubblicato una velina dove il segretario cittadino Pd e vicecapogruppo in Consiglio comunale a Modena Andrea Bortolamasi e il responsabile Decentramento della Segreteria cittadina Pd Gianluca Fanti hanno fatto le pulci al Movimento Cinquestelle. Ma il significato politico c’è tutto: «Ciò non toglie che il Pd sia disponibile a ragionare insieme a tutte le altre forze politiche le modifiche per migliorare e far funzionare al meglio i Quartieri e gli altri istituti di partecipazione, anche cercando di mettere in campo le azioni politiche necessarie per una modifica della legge nazionale, troppo penalizzante per le città di medie dimensioni come Modena». L’asse con Sel, insomma, il Pd lo vuole mantenere. E il sindaco? Vedremo al calar delle 48 ore: Bosi parzialmente farà cessare l’allarme. Già, ma per quanto? Fino a quando non incontrerà sulla strada un altro... quartiere.
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