Laghetto, razzia ma senza bottino
Ci avevano già provato a dicembre, lasciando come firma una pesante scia di danni. E hanno fatto il bis l’altra notte, prendendo sempre di mira il piccolo locale che ospita i frequentatori del...
Ci avevano già provato a dicembre, lasciando come firma una pesante scia di danni. E hanno fatto il bis l’altra notte, prendendo sempre di mira il piccolo locale che ospita i frequentatori del laghetto a Modena est.
Il bottino? Monete per una decina di euro neanche. I danni? Con ogni probabilità attorno ai 3 mila euro se non di più, che graveranno sulle casse della Polisportiva Modena Est, proprietaria ufficiali della struttura.
Una piccola area fuori mano, quella dove è avvenuta la razzìa, che confina con tangenziale e periferia a pochissima distanza, e che non è frequentata di notte.
Un bersaglio ideale per balordi, sbandati e vandali che hanno cercato valori e denaro nella cassa del circolo, dopo aver forzato e tolto dal muro anche la cassaforte.
A dare l’allarme è stato un cittadino che ha sentito il frastuono delle operazioni di sfondamento della saracinesca: subito sul posto sono arrivate due Volanti della Questura che hanno verificato l’effrazione. Di qui la telefonata al factotum del gruppo che gestisce il laghetto di pesca, Gino Saetti.
«In pratica - racconta - i teppisti hanno prelevato un tombino di ghisa dell’acquedotto e lo hanno usato come una clava contro la saracinesca. Poi hanno forzato tutto, anche una minuscola cassaforte da casa che fu montata in precedenti gestioni e di cui nessuno aveva la chiave. Ora bisognerà mettere tutto a posto e riparare i guasti». Ieri mattina il sopralluogo del presidente della polisportiva, Ivan Baracchi, che non ha potuto fare altro che constatare i danni e sporgere denuncia. Nel pomeriggio sono state trovate le poche bottiglie di vino rubate, ancora chiuse, unico bottino assieme agli spiccioli. (s.c.)
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