«Mi trovai a dover decidere se abortire o no entro 48 ore»
PAVULLO. Momenti drammatici ieri quando la giovane paziente che ha dovuto abortire dopo un intervento uterino ha raccontato al giudice il suo tremendo dilemma: portare fino alla fine la gravidanza di...
PAVULLO. Momenti drammatici ieri quando la giovane paziente che ha dovuto abortire dopo un intervento uterino ha raccontato al giudice il suo tremendo dilemma: portare fino alla fine la gravidanza di un nascituro forse malformato oppure interrompere la gravidanza?
«Ho avuto due giorni di tempo - ha raccontato la donna oggi 32enne, diventata mamma per scelta un anno e mezzo dopo - due giorni perché ho saputo di essere incinta a due giorni dalla dodicesima settimana, il termine di legge».
Due giorni di angoscia su cosa fare dopo che i medici le avevano annunciato che era incinta. Poi la scelta: abortire. La donna però, in preda allo choc, si è rivolta poco dopo a un medico legale di Bologna che ha riscontrato gravi anomalie nella procedura seguita dal ginecologo che l’aveva operata all’ospedale di Pavullo (anche i primario è imputato). Il punto emerso ieri in aula, infatti, è l’importanza della comunicazione che la paziente aveva fatto prima dell’intervento. Aveva spiegato al medico che l’avrebbe operata che aveva smesso di prendere la pillola anticoncezionale. Le è stato chiesto perché lei stessa non avesse fatto un banale test di gravidanza. Non aveva il sospetto di essere incinta, ha spiegato. I medici invece per precauzione doveva accertarlo ma non hanno svolto alcun test prima dell’operazione per sapere se era in stato interessante oppure no. Ed era davvero in stato interessante. Ma questo si è scoperto solo dopo l’operazione intrauterina fatta dopo alcuni esami resi necessari dal paptest che hanno portato a scoprire un fibroma. L’intervento ha prodotto anche un taglio nella parete suturato con alcuni punti e poi l’utilizzo di farmaci. Per questo per lei venire a sapere solo tempo dopo di essere incinta è stato sconvolgente: quell’operazione e quei farmaci potevano aver malformato il feto? L’altro aspetto che l’aveva sconvolta era il fatto di avere solo 48 ore per decidere e poi non sarebbe stato più possibile abortire. Prossima udienza in settembre.
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