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Morti alla Meta: scaricabarile dal Gip

Morti alla Meta: scaricabarile dal Gip

San Felice. Interrogati il titolare, il sindaco e il tecnico del Comune, poi udienza rinviata all’8 luglio

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SAN FELICE. Un sottile tutti contro tutti, nel tentativo di scaricare su altri le responsabilità dei morti e dei falsi. È un po’ questa la sensazione complessiva dell’udienza preliminare di ieri davanti al Gip, dottoressa Pirillo, nella quale erano imputati di omicidio colposo plurimo Paolo Preti, titolare della Meta, il suo geometra Claudio Terrieri, il sindaco Alberto Silvestri e il responsabile dell’ufficio tecnico, Daniele Castellazzi, gli ultimi due accusati anche di falso, per aver cambiato le carte in tavola con un protocollo retrodatato, a disgrazia avvenuta. Come previsto, sono state esaminate le memorie difensive che sono state presentate da Paolo Preti e dall’ing. Castellazzi. All’udienza erano presenti anche i legali delle parti civili, per conto delle famiglie dell’ ing. Bignardi e dei due operai che sono rimasti sotto le macerie della Meta, il 29 maggio 2012.

Degli imputati era assente Terrieri, mentre Preti è stato sottoposto ad interrogatorio. Un racconto fatto di ammissioni, della descrizione del clima pressante di quei giorni, della ricerca di un tecnico, favorita da alcune conoscenze in municipio, che potesse produrre il documento - una specie di denuncia di inizio attività - richiesto nel provvedimento diramato dal Comune il 23 maggio 2012, dopo la prima scossa del 20. Preti ha ricordato di avere effettuato i lavori in economia e di essersi affidato per la apertura della pratica a Terrieri, il cui nome era emerso in quelle consultazioni.

All’esame si è sottoposto anche il sindaco Silvestri, che ad attenderlo fuori dall’aula - l’udienza preliminare era a porte chiuse - aveva il vicesindaco Giovannelli e il segretario comunale Corradini.

Un esame nel quale il sindaco ha rivendicato il suo ruolo politico, non tecnico, affermando di avere dato le indicazioni per far riaprire le fabbriche in fretta, ma di non avere seguito nei dettagli la stesura del provvedimento del 23 maggio. Silvestri ad una domanda ha - in sostanza - risposto che non era a conoscenza dei dettagli delle modifiche a quel primo provvedimento.

Insomma, un tentativo di spostare sul tecnico comunale eventuali responsabilità, anche se il clima reciproco è sempre stato molto cordiale. E a sua volta Castellazzi ha cercato di addossare le colpe a Terrieri. L’ingegnere non si è fatto interrogare, ma ha rilasciato spontanee dichiarazioni. Esibendo la consulenza informatica che dovrebbe scagionarlo, ha in sostanza affermato che il giorno 25 sera, un venerdì, il provvedimento del 23 era stato modificato, con le prescrizioni più rigorose che la Procura ha trovato solo nel fascicolo Meta. Per cui il Terrieri che si è presentato sabato 25 al mattino a consegnare la pratica avrebbe commesso in sostanza un errore. Circostanze sorprendenti, che saranno discusse alla prossima udienza, fissata per l’8 luglio.

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