Offende su Facebook noto negozio in centro a Modena: processata
Fotografa modenese insulta su Facebook i titolari di un conosciuto negozio del centro, senza però nominarlo, per aver postato sulle pagine web 40 sue foto “scaricate”. Le foto riguardavano sempre lo stesso tipo di merci ma erano destinate a un concorrente. Venti giorni prima che venissero concellate e poi lo sfogo di rabbia sul social. L'accusa chiede una pena di due mesi
MODENA. Hanno scaricato le sue fotografie dal suo blog, le hanno postate sul loro sito senza riferimenti all'autore e solo dopo averle tolte su sua sollecitazione si è sfogata lasciandosi andare a una sequela di offese su Facebook contro chi l'aveva “depredata”. Per questo ieri una modenese 45enne è stata processata con rito abbreviato per diffamazione a mezzo internet e l'accusa ha chiesto per lei due mesi di carcere.
La vicenda - un caso che riguarda, anche se marginalmente, l'utilizzo “facile” delle fotografie in rete, un argomento spinoso e molto discusso - risale al gennaio 2012.
L'imputata, fotografa professionista, riceve una segnalazione da un conoscente che la sollecita a vedere cosa ha pubblicato su internet e anche su Facebook un noto negozio di tende e tappezzerie del centro storico. Appena apre la pagine Fb scopre che ben quaranta foto postate dalla ditta sono in realtà sue, ideate e scattate da lei; adesso però sono completamente strappate dal loro contesto originale e sembrano del negozio.
La fotografa aveva scattato quelle immagini di tendaggi e tappezzerie per una ditta del settore di Fanano che lavora quasi esclusivamente su internet. Quelle foto servivano a promuovere i prodotti da vendere e consegnare via posta. Quindi si trattava di foto mirate proprio a promuovere quell'azienda web e quei prodotti. E ora se le ritrova come foto pubblicitarie dei prodotti in vendita di un negozio del centro storico con il quale non ha mai avuto contatti. Così telefona al negozio e lascia in segreteria un messaggio con il quale chiede di ritirare subito le foto e cancellarle perché appartengono al suo blog che è sotto il suo copyright.
L'avvocato Roberta Sofia per la negoziante (parte civile al processo) ha spiegato al giudice che le foto vennero ritirate “immediatamente”: una ventina di giorni dopo la richiesta dell'autrice...
Tra un blocco e l'altro di cancellazioni la fotografa, tramite legale, manda due lettere con le quali ingiunge di togliere tutto. La negoziante e il figlio eseguono, cercano di scusarsi spiegando che si tratta di foto “libere”, ovvero pubblicabili senza diritti e pagamenti, in quanto postate su internet.
Un argomento in realtà spinoso al centro di una questione legale tutta aperta e non solo in Italia. Ma la cancellazione non placa l'ira della fotografa e pochi giorni dopo su Facebook si lascia andare a offese alludendo a quel negozio, molto conosciuto a Modena. A nulla è servito ricordare che il negozio non era stato nominato direttamente: la giurisprudenza è orientata a riconoscere la diffamazione anche in questo caso a condizione che l'offeso sia rinconoscibile. E se questo è il caso è un agromento che il giudice dovrà valutare
Di qui la querela per diffamazione. L’accusa ha chiesto due mesi di carcere, la difesa, avvocati Valentina Pellegrini, l'assoluzione. Sentenza il 21 giugno.
Carlo Gregori
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