Bosi fuori 24 ore, poi ritorna Ma la crisi Sel-Pd è da risolvere
Le scuse di Gigi Costi, che ha ricevuto una lettera di richiamo, fanno rientrare al lavoro l’assessore Sul fronte politico ieri chiarimento tra il sindaco e Sinistra. Ma urge confronto chiaro con i democratici
MODENA. Le 48 ore di autospensione dell’assessore Andrea Bosi sono durate esattamente la metà, 24, minuto più minuto meno. Ieri mattina, l’esponente di Sel arrivato in giunta pochi mesi fa dopo l’addio di Ingrid Caporioni, è ritornato in ufficio puntualissimo, ben prima di alcuni suoi colleghi, iniziando una normalissima giornata di lavoro. Come se nulla fosse?
A giudicare dal post pubblicato su Facebook dallo stesso Bosi sembrerebbe di sì. In realtà no.
Per chi si fosse perso la puntata precedente del “Muzzarelli contro tutti” eravamo al punto in cui il suo braccio destro, nonchè capo di gabinetto, Gigi Costi, aveva pubblicamente, a margine del consiglio comunale, inveito contro lo stesso assessore per alcune sue dichiarazioni sul tema quartieri. In particolare non erano piaciute le dichiarazioni possibiliste circa una revisione dell’impianto sin qui costruito dalla Giunta in sintonia con il Pd.
Sui quartieri era caduta Caporioni, lunedì ha rischiato anche Bosi, che non aveva gradito la sfuriata della serie “se non la pensi come noi sei fuori” rivoltagli senza giri di parole da Costi. Anche perchè il capo di gabinetto del sindaco- come riferiscono in casa Pd, dove la sua popolarità è ai minimi termini - ultimamente si comporterebbe come il “padrone di casa” nei corridoi municipali, dimenticandosi che il sindaco eletto dai modenesi è un altro... È lì che Bosi, piuttosto contrariato per la sfuriata, avvenuta non in una stanzetta ma a portata di vista e orecchie di consiglieri di tutto l’emiciclo, si era autosospeso.
Giusto il tempo delle scuse di Costi, che sono arrivate. A Costi invece è arrivata (o lo sarà a breve) una lettera formale di richiamo. Della serie: “stai al tuo posto”. Dal punto di vista umano, diciamo così, crisi rientrata. Bosi ieri ha preferito non commentare, lasciando intendere che non portare avanti i suoi compiti istituzionali avrebbe rappresentato prima di tutto una mancanza di rispetto verso i cittadini. Vero, ma il teatro non cambia. E il regista è sempre il sindaco. Sindaco che a sua volta sul tema preferisce non dire nulla...
Muzzarelli aveva lasciato intendere chiaramente che una rinuncia di Bosi avrebbe significato per il Pd, per la giunta e per il gruppo andare avanti da soli senza Sel. Un’ipotesi dettata più dal carattere del sindaco che da altro. Il Pd non ha all’ordine del giorno la crisi con Sel, il gruppo in consiglio neppure: Andrea Bortolamasi, oltre che segretario cittadino anche braccio destro di Bonaccini in Regione, farebbe fatica a spiegare al presidente la crisi con Sel, soprattutto alla vigilia di una tornata amministrativa che comunque dovrà lanciare segnali, anche da parte della Sinistra nel senso più allargato del termine.
E allora ieri è toccato allo stesso sindaco rimediare sul fronte Sel e tentare di ricucire lo strappo. Nel primo pomeriggio incontro in municipio tra Bosi, il Sindaco e i vertici locali di Sel Luca De Pietri e Mariella Lioia, coinclusosi con il rinnovato impegno a proseguire insieme. E i quartieri? La soluzione è affidata alla formula «È necessario individuare formule sempre più avanzate per garantire la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini e delle forze politiche». Dentro ci può stare di tutto. Di sicuro un problema di coinvolgimentoe partecipazione c’è tutto visti i soli 30 presenti all’incontro dell’altra sera sul Quartiere 3.
Da chiarire una volta per tutte resta il rapporto Pd-Sel. La soluzione sarebbe tutta in un incontro, programmato per i prossimi giorni, tra Bosi, Muzzarelli e Bortolamasi. All’ordine del giorno non tanto i quartieri, la solita scusa sulla quale inciampare, ma come sempre il ruolo da giocare in termini di alleanza politica. Quelli che verranno saranno mesi piuttosto caldi, soprattutto per due motivi: il Psc, piano strutturale comunale che regolerà le scelte urbanistiche del futuro, e il welfare, con i servizi pubblici sempre più a rischio per mancanza di fondi. Sul primo pesano le scelte di aree, saldo zero e case. Sul secondo le tanto demonizzate privatizzazioni che incombono. Se qui la Sinistra giocherà il suo ruolo per definizione, allora si intavolerà un confronto ed emergeranno sfumature, anche di sostanza. Se Muzzarelli non accetterà che qualcuno “alzi il ditino”, allora tra poche settimane saremo punto e capo. Con altri quartieri su cui cadere. Sempre che Sel e Bosi reggano il confronto. Per più di 24 ore…
Davide Berti
Andrea Marini
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