Cammina cammina
di CRISTIANA MINELLI Cammina cammina, le strade dei runner di tutte le età si son fatte gremite come non accadeva da un pezzo. E non è solo colpa della primavera. La corsa, la camminata di passo...
di CRISTIANA MINELLI
Cammina cammina, le strade dei runner di tutte le età si son fatte gremite come non accadeva da un pezzo. E non è solo colpa della primavera. La corsa, la camminata di passo veloce, la marcia, han contagiato tutti, ognuno impegnato come può, nell'esercizio (a volte anche quotidiano) alla salute.
Lungo l'itinerario di campagna, sul sentiero del parco, accanto al fiume, sono in molti, dai tre ai novantanove anni ,diretti a piedi verso un orizzonte di pace. Alcuni accessoriati come supereoi.
Sarà lo stress, che ci porta a spasso sempre più spesso, sarà l'Austerity, che morde il calcagno come negli anni '70 e a volte non c'è niente di meglio di una camminata (gratis) per far passare la domenica. Saranno le riviste patinate, che rimandano, imperative, immagini di corpi tonici ai quali, anche se è impossibile, si prova a somigliare. Sarà la noia delle chiacchiere. Comunque sia si corre.
C ammina cammina, si fanno incontri speciali. Alcuni, di natura ecologica: a guardar gli animali ci sentiamo tutti giovani marmotte, il che può essere terapeutico. E anche a guardare come certi fossi somiglino vergognosamente a discariche abusive, il che può essere indicativo di un certo senso civico che si va perdendo come le specie in via di estinzione.
Alcuni sono d'antan. Come non t'aspetteresti.
Di recente, ad esempio, mi è stata presentata una bicicletta degli anni Trenta. Ed è stata una grande epifania. Il proprietario pedalava in sella con orgoglio, mostrando la sua Bianchi del '32, con i pezzi originali ancora intatti, lo stoppino da intingere nel carburante per dar luce al faro davanti, la custodia ancora perfettamente conservata sul parafango posteriore, uno scrigno rosso rubino che oltre ottant'anni fa ospitava il lumino di coda.
Non c'era nebbia, ma nel sole senza incertezze di quella giornata, un profumo di galaverna, accanto a quello di erba appena tagliata, s'è fatto largo come per incanto: era il profumo della nostalgia.
Al momento dei saluti, sullo sfondo, una Morgan scintillante verde bottiglia scivolava sulla Formigina con la capotte abbassata e il vento in faccia al conducente.
Cammina cammina. È proprio vero che poi , di solito, quel che segue è una favola.
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