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Modena, cresciuta a bastonate: padre condannato

di Carlo Gregori
Modena, cresciuta a bastonate: padre condannato

Dai 5 ai 14 anni una bambina di Modena è stata picchiata o crudelmente castigata dal padre. Per le disobbedienze c’era un brutale “decalogo” di punizioni. Stessa educazione brutale riservata al fratello minore che lei cercò di difendere finendo per ferirsi a un braccio. Per questo maltrattamenti in famniglia il padre è stato condannato a un anno e quattro emsi di carcere al termine di un processo con rito abbbreviato

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MODENA. Ha cresciuto la figlia dai cinque ai quattordici anni a suon di botte e bastonate. Era ancora bambina e il padre la costringeva a pulire la casa e se non eseguiva perfettamente restava in punizione chiusa per ore dentro la cucina. Mentre la figlia cresceva, il padre onnipotente ha applicato anche una specie di “decalogo”, una lista di punizioni secondo lui adeguate alla gravità della disubbidienza. Contro di lei e anche il fratello usava un bastone ispirandosi a quello usato da Sikes, il rude “padrone” di “Oliver Twist”.

L’educazione brutale e crudele ricostruita nel corso delle indagini è costata ieri una condanna a un anno e quattro mesi a un italiano sessantenne residente in un centro della provincia, imputato per maltrattamenti in famiglia aggravati. La condanna, decisa dal giudice Andrea Romito, comprende già lo sconto di un terzo della pena: il processo si è svolto con rito abbreviato.

DENUNCIA E RITIRO. Il caso è venuto alla luce appena la figlia ha compiuto 18 anni. Ha denunciato il padre raccontando il suo comportamento crudele e ha verbalizzato tutto davanti alle forze dell’ordine che, coordinate dal pm Enrico Stefani, hanno avviato un’indagine minuziosa dentro questa italianissima famiglia. Tempo dopo la ragazza ha deciso di ritirare la denuncia e quindi non si è costituita parte civile, ma l’inchiesta e poi il processo sono andati avanti ugualmente fino all’udienza di ieri terminata con la condanna.

Il ritratto del padre che esce dalla ricostruzione della pubblica accusa è agghiacciante. In questo caso l’imputato è un italiano e non c’è scusa religiosa o ideologica che giustifichi la brutalità in famiglia, se non una rude e violenta concezione dell’educazione per la quale il padre diventa un dio onnipotente in terra che decide di punire ogni mancanza, anche la più piccola.

IL "DECALOGO". Il maltrattamento della ragazza sarebbe stato costante e continuo dall’età di cinque fino ai quattordici anni, quando è stata tolta dalla famiglia e inserita in una casa protetta frequentando saltuariamente i familiari. Nella sua denuncia descrive il padre come un uomo abituato a picchiarla, anche per i motivi più futili. Fin da piccola doveva provvedere alle pulizie di casa e se non le faceva bene il padre sfogava la sua rabbia colpendola ripetutamente con un bastone. Altrimenti la teneva chiusa a chiave per ore dentro la in cucina. Di questo fatti esiste relazione delle forze dell’ordine.

COME IN "OLIVER TWIST". Crescendo, la bambina è stata sottoposta al cosiddetto “Decalogo” del padre-dio: una serie di punizioni crescenti che rispecchiavano la gravità della disobbedienza compiuta secondo il suo insindacabile giudizio. Per punirla usava un oggetto di legno ispirandosi al film “Oliver Twist” di Dickens, girato da Polanski. Un bastone sottile che il crudele Sikes usava contro i bambini che non eseguivano gli ordini.

SPRANGATE E BASTONATE. Le bastonate, in un caso avvenute con una spranga di ferro, secondo quanto accertato in fase di indagini sarebbero stato numerose e ripetute. Bastonate alla testa, bastonate che secondo un referto hanno provocato lesioni alla testa della ragazza ormai adolescente. Una volta la bambina è stata medicata dopo una serie di pugni: 7 giorni di prognosi. Un’altra volta i medici l’hanno curata per alcuni traumi causati da percosse con l’attrezzo di legno. Le bastonate piovevano anche quando era ormai cresciuta. A sedici anni, racconta agli investigatori, le prende dal padre perché frequenta un ragazzo che non gli piace ma lei non vuole lasciarlo anche dopo che le è stato intimato.

BASTONE ANCHE PER IL FRATELLO. Anche il fratello era oggetto di percosse punitive. La ragazza ha raccontato un episodio alle forze dell’ordine: una volta da ragazzina stava riprendendo in video con un telefonino il padre che picchiava col bastone il fratello ma il padre se ne è accorto andando su tutte le furie. Il genitore allora ha rivolto il bastone contro di lei percuotendola e spingendola fuori casa. La ragazza ha indietreggiato fino all’ingresso della casa e un suo braccio è rimasto schiacciato nel cancello.

Questa galleria di crudeltà domestiche è proseguita finchè a 14 anni la ragazzina è andata via di casa e ha iniziato a costruirsi una sua lenta e sicuramente dolorosa esistenza separata dal padre-padrone.

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