«Gli aiuti alle imprese arrivano al rallentatore»
Terremoto e ricostruzione. Gli imprenditori non bocciano il lavoro della Regione anche se solo il 18 per cento delle aziende ha ricevuto i fondi per ripartire
Gli imprenditori emiliani, pur non bocciando il lavoro di enti locali e Regione sull’impegno nelle aree del cratere, parlano di aiuti al rallentatore in questi quattro anni post sisma.
«Diamo un voto alto - spiega il presidente di Confindustria Emilia Romagna Maurizio Marchesini - all'impegno della Regione e dei comuni, ma non più di 7 ai risultati ottenuti da questo lavoro svolto insieme». Le imprese sono state, fin dai primi momenti seguenti le scosse di maggio 2012, una delle categorie su cui la ricostruzione ha deciso di puntare le sue chance. Una scelta che non poteva essere altrimenti visto che nei 58 comuni dell’area del sisma si sviluppa l’1,9% del prodotto interno lordo dell’intera Italia.
La situazione attualmente è la seguente. A poco più di un mese dalla chiusura dell'invio delle pratiche “Sfinge”, quelle appunto relative ai capannoni e alle macchine distrutte delle grandi, medie e piccole imprese colpite quattro anni fa, solo il 18 per cento delle aziende è davvero entrato in possesso dei fondi per la ricostruzione. Il totale dei fondi erogati porta a circa mezzo miliardo di euro a fronte di un totale di 2,7 miliardi di euro di aiuti richiesti attraverso le 2.924 pratiche presentate al commissario per il terremoto di Bologna (il presidente della Regione Stefano Bonaccini e in precedenza l’ex Vasco Errani). A queste richieste se ne sono poi state aggiunte altre 694, in attesa di controllo regionale, per ulteriori 628 milioni di euro che portano le richieste degli industriali e delle imprese agricole a circa 3,3 miliardi di euro di aiuti.La cifra è inferiore ai 5,8 miliardi di euro di danni, sugli 11,5 totali, a suo tempo calcolati dal mondo delle imprese per il territorio colpito dal sisma.
C’è infine un altro nodo, quello relativo alle tasse e ai contributi sospesi alle imprese per quel che riguarda il 2013: «Si tratta di circa 700 milioni», spiega il direttore area Nord di Cna Modena Paolo Benatti. «La prima rata semestrale scadrà il 30 giugno. Ce ne saranno quattro di scadenze. Questa è solo la prima. Da giugno a dicembre quindi gli imprenditori dovrebbero versare 350 milioni di tasse. Il tutto avendo finora incassato soltanto 500 milioni degli aiuti che erano stati calcolati per la ricostruzione. Proprio per questo stiamo lavorando per cercare di spostare questa scadenza. Stiamo lavorando per ottenere una proroga in modo da portare l’asticella al 31 dicembre prossimo».
Nel suo recente report sul sisma la Regione ha comunicato dati positivi: in quattro anni 25 comuni su 58 hanno completato i lavori di ripristino dei danni. Un record, rispetto agli altri terremoti italiani.
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