Il grande album di famiglia che Beppe chiama Modena
Il racconto per immagini di circa 1500 personaggi che il fotografo Zagaglia ha immortalato dagli anni ’50 ad oggi, da Ferrari a Pavarotti a gente comune
Una rappresentazione che riflette la vera dimensione degli affetti dell'artista nei confronti di Modena e della sua gente è la fotografia di Beppe Zagaglia, da oggi, con inaugurazione alle 18, al 10 luglio (da giovedì a domenica 11-13 e 16-19.30; ingresso gratuito) al Mata. Le immagini trovano sempre una connessione con la storia remota e attuale della città, con i luoghi anche sacri, i personaggi famosi (Ferrari, Pavarotti, Bottura...), o soltanto persone comuni con cui Zagaglia si è rapportato nel tempo o ha incontrato in diverse occasioni.
La fotografia pare stendersi sulla città che l'artista fa propria, lasciandosi travolgere dall'onda delle passioni e dei sentimenti di intensa partecipazione. Mai sazia diventa l'attenzione alle figure umane, tanto da allargarsi a definire l'ambiente in cui esse vivono e lo stesso autore opera da sempre. Una Modena che Zagaglia si è vestita addosso, con la gioia di chi si sente immerso nella sua ricchezza di vita, nel flusso infinito del suo mutarsi. E non c'è laurea, persino quella in medicina che egli ha depositato nel cassetto, in grado di penetrare nelle radici delle cose. Solo la fotografia gli procura piacere e persino sogni, per l'immadiatezza di cogliere la realtà che lo tocca intimanente. Sogni che Zagaglia pare coltivare da eterno fanciullo, forse ancora con spirito goliardico, memore della spensieratezza degli anni universitari che lo portarono a tessere legami indissolubili con Bruno Urbini, Giorgio Fini, Paolo Marenzi. E le tante esperienze, radicate nel cuore, Beppe le racconta ogni anno, in una divertente serata al Real Fini.
Circa 500 le nuove fotografie cui si aggiungono altre 300 della mostra al Foro Boario del 2008, raccolte in pannelli disposti all'entrata dello spazio espositivo, dove si trova una grandissima immagine degli allievi, tra cui Leone Magiera, Franco Fontana e Zagaglia, che frequentavano, nel 1945-46, l'Istituto Salesiano San Giuseppe. Il visitatore si troverà di fronte ad una carrellata di oltre 1500 figure, alcune delle quale presentate in sagome a grandezza naturale. Un grande album di famiglia, chiamata Modena. «Persone - dice Zagaglia - che sono l'anima della città. Non solo i grandi, ma anche pensionati, Corona che vendeva i biglietti della lotteria, Norlenghi con sue particolari cuffie che suscitava un riso amaro, il ciclista che pedalava in senso contrario, il cantastorie, quelli del mercato coperto dove si incontra sempre un amico con cui fare quattro chiacchiere. Per me sono tutti importanti. Il formato grande o piccolo dell'immagine non è legato alla notorietà del personaggio». E' una mostra (catalogo Artioli) «che ci riporta a casa, all'essere modenesi. Abbiamo voluto cominciare - sostiene il sindaco Muzzarelli - con una mostra internazionale per tenere la testa nel mondo per poi riportarla al locale. Abbiamo personaggi con profonde radici modenesi che sono grandi nel mondo». La rassegna vuole essere luogo d'incontro per ritrovarsi e per ricordare gli amici. E ciò accadrà pure con la proiezione di video per scoprire luoghi e protagonisti della scena artistica, culturale, imprenditoriale della città: le osterie, il Guf, giornali umoristici, fumetti a Modena, Sandrone, il bar Grand'Italia, i fratelli Panini, Gugliemo Zucconi, Pippo Casarini, i miei libri con Artioli... Il 9 e il 18 giugno incontro con l'autore.
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