Samantha Casolari: Modena-America seguendo l’amore per la fotografia
Giunta a New York a 15 anni ha eletto la città a propria casa... senza scordare la sua Emilia
MODENA. La conoscenza con Samantha comincia tra le righe di uno scambio epistolare lungo un paio di mesi. Diverse e-mail, meno romantiche di un foglio fitto di parole in libertà, ma assai più pratiche. Soprattutto perché Samantha Casolari, classe 1976, vive a Brooklyn, New York. Fa la fotografa e i suoi scatti sono tanto eterei quanto ostinati, da leggere col cuore quasi fossero poesia.
«Sono nata a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. Sono però cresciuta all'ombra della Ghirlandina nelle aule della Madonna Pellegrina per poi iscrivermi al liceo scientifico Wiligelmo». Ma la dimensione modenese a Samantha va stretta come un pesante maglione di lana infeltrito.
«Credo di essere nata per vivere in una grande città e il continuo confronto con una realtà così piccola spesso si è rivelato faticoso. Da bambina ero sempre con la testa da un'altra parte. Mi rifugiavo infatti nei libri e nella musica classica. Che cosa sognavo di diventare una volta adulta? Una virtuosa del violino».
Samantha ha una massa riccia e ribelle di capelli fulvi e sembra essere capitata sul pianeta terra per puro caso. Eppure quel suo profilo tenero, anche buffo e un po' stralunato, è un invito ad esplorare un universo inedito, lontano anni luce dalle rassicuranti rotte consuete. Il mondo di Samantha appunto.
Ti senti mai un pesce fuor d'acqua? «Sempre. Tranne quando ascolto musica o leggo libri» risponde cristallina scusandosi in anticipo per un italiano non sempre impeccabile. Perché Samantha a Modena torna assai di rado. Oggi per lei “casa” è infatti la grande mela. «È casa dal momento in cui vi misi piede per la prima volta a quindici anni. Subito mi fu chiaro: avrei vissuto, studiato, lavorato a New York, una metropoli a volte durissima, a volte dolcissima che mai contempla la via di mezzo. Una volta rientrata in Italia non riuscivo a pensare ad altro».
Ma neppure uno spirito in fuga che anela la libertà può restare indifferente al richiamo delle proprie radici.
«Del passato emiliano mi mancano alcuni amici molto cari e soprattutto la mia famiglia che da sempre sostiene le mie scelte. Per loro conta solo che io sia felice. Inoltre sento nostalgia della magnifica campagna dove ora abitano i miei». L'amore profondo per i genitori e la sorella Sara con cui condivide dubbi, entusiasmo e irrequietezza. L'amore diverso ma altrettanto intenso per la fotografia, l'unica via per «scoprire me stessa».
Al centro lei, Samantha, che si muove a passo di danza. E non solo in senso figurato. «Da un paio di anni ho iniziato a studiare balletto classico. Vado religiosamente a lezione quasi tutti giorni. Per me è una vera e propria mania tanto che la mia gatta, adorato felino in miniatura, si chiama Nijinska. L'ho battezzata così in omaggio a Bronislava Fominichna Nijinska, famosa ballerina e coreografa russa naturalizzata prima francese poi statunitense. E sorella dell'ineguagliabile Vaslav Nijinsky».
Non è dunque un caso se nel magico archivio di Samantha popolato di sfuggenti visioni e racconti di vita tradotti in immagine - «il mio sguardo sul mondo attraverso l'obiettivo coincide con il mio modo di osservare la realtà senza la macchina fotografica» - danzatori e performers siano soggetto ricorrente. «Ho passato ore e ore a divorare con gli occhi i reportage realizzati dai primi fotografi della Magnum. Per poi rendermi conto che ne ero rimasta incantata. Ecco come è nato, e si è poi alimentato, il mio impulso creativo, l'afflato nei confronti della fotografia. Chi considero il mio maestro? Senza dubbio Robert Capa».
Robert Capa, all'anagrafe Endre Erno Friedmann, fotografo ungherese nato a Budapest nel 1913 e ucciso da una mina nella provincia di Thai Binh il 25 maggio 1954. Viscerale e temerario Robert Capa, che in tandem con Henri Cartier-Bresson, David Seymour, William Vandivert e Georg Rodger fondò la Magnum Photo, agenzia fotografica senza uguali che sin dagli esordi fu in prima linea nella difesa del diritto d'autore, ci ha lasciato scatti memorabili. In primis la foto realizzata a Cordova nel 1936 durante la Guerra civile spagnola (conflitto in cui perse la vita, a soli 26 anni Gerda Taro, bellissima e coraggiosa fotografa tedesca allora fidanzata dello stesso Robert). Qui un soldato dell'esercito repubblicano di bianco vestito viene colpito a morte da un proiettile franchista. Nonostante la sua auteticità sia stata più volte messa in dubbio, ancora oggi la foto firmata da Capa è icona di guerra per antonomasia. Samantha non poteva scegliere maestro migliore.
LA SCHEDA
Nata a Scandiano nel 1976 Samantha Casolari non soltanto è un'apprezzata fotografa a livello internazionale ma anche una sensibile videomaker che dell'unione tra musica e immagini ha fatto linguaggio espressivo sincero e potente. Cresciuta a Modena ha vissuto a Parigi, Milano e in Uganda, paese dove è “sbarcata” al seguito delle Nazioni Unite. Curiosa nei confronti del mondo, sempre pronta a mettersi in gioco ed a cambiare pelle, dopo aver studiato lingue e letterature straniere Samantha decide di dedicarsi alla politica internazionale. Nel 2003 torna dunque a New York, metropoli “senza mezze misure che ti chiede solo di essere te stessa” di cui è innamorata sin da adolescente. Qui, alla Columbia University, ottiene il master degree in International Affairs. Domata, ma non abbandonata, la sua indole vagabonda, oggi Samantha vive a Brooklyn con la minuscola gatta Nijinska. Numerose e importanti le sue collaborazioni: Sony, Love Magazine, New York Times T Magazine, Nike, New York Magazine, Figaro Japan, Gq, Reebok, Opening Ceremony, Bon, Elle. Nel 2013 la fotografa nostrana è stata incoronata “Breakout Fashion Photographer of Year” dalla testata statunitense PDN. Ha inoltre realizzato e diretto video per Avant/Gard Diaries, Matchesfashion.com, Bucellati, Port Magazine, Purple TV. Tra le sue mostre spicca la personale Once Upon A Time, Sullivan Room, West Village, New York. Molte le collettive e gli eventi che l'hanno vista co-protagonista in Italia e all'estero.
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