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Aeroporto, scoppia il caso e in Consiglio è polemica

di Alfonso Scibona
Aeroporto, scoppia il caso e in Consiglio è polemica

Segnalati abusi edilizi sull’area ma è salva perché spazio per la Protezione civile Le opposizioni insorgono: «Trattamento diverso rispetto al tiro al piattello»

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È arrivata da un ex consigliere di maggioranza, Francesco Macchioni, la denuncia sugli abusi edilizi all’aviosuperficie di Sassuolo, che ha fatto scattare l’iter per la demolizione degli hangar e delle strutture. L'altra sera in consiglio comunale è arrivata l'ipotesi finale di soluzione della situazione che, approvata a maggioranza, dovrebbe salvare l’aeroporto di Sassuolo, inserito fra gli spazi di pubblica utilità per la Protezione civile dell’Unione dei Comuni. Una scelta che ha trovato contrarie le opposizioni, non tanto sulle benemerenze dell'aeroporto sassolese e di chi lo ha condotto in questi trent’anni circa di situazione precaria, quanto su presunte disparità di trattamento su questa situazione e quella dell’ipotizzato nuovo tiro al piattello sempre nella stessa zona del Secchia: una creatura di Macchioni, bocciata dall’amministrazione Pistoni evocata l’altra sera come esempio dei famosi due pesi e due misure. Per il sindaco Pistoni invece i due progetti “non hanno niente in comune e noi dobbiamo solo interrogarci se vogliamo conservare l'esperienza dell’aeroporto di Sassuolo o vederlo scomparire”.

Non si è arrivati infatti lontani dalla seconda ipotesi: per riassumere, a inizio 2015 il Comune di Sassuolo, appunto su denuncia circostanziata, ha verificato l'illegittimità di tutte le strutture realizzate all’aviosuperficie, costruite all’epoca con un’autorizzazione provvisoria senza nessuna scadenza indicata; ha intimato alla proprietà Opera Pia Muller e al Club aeronautico gestore, di sanare o abbattere entro centoventi giorni; ha incassato per tutta risposta un ricorso al Tar (al momento senza esito) e alla scadenza si è attivato per abbattere in autonomia. Invece è emersa l'opportunità di inserire l'aeroporto fra gli spazi di protezione civile e con la motivazione della pubblica utilità salvare le strutture, acquisirle da parte del Comune insieme al terreno e affidare la gestione con bando. Il percorso, secondo Luca Caselli dei Sassolesi, «presenta problemi di legittimità in particolare in relazione agli assetti idrogeologici». Anche Claudia Severi è stata dura sul punto, ricordando proprio la diversa applicazione delle regole per il tiro al piattello: «Vedo applicare le leggi in modo troppo elastico, mancano tutti i passaggi essenziali in delibera». Invece per Nicola Prodi del Pd «prendere in mano una situazione di precarietà trentennale, sanarla e acquisire per l’amministrazione nuovi spazi importanti per la protezione civile è in linea con i programmi della maggioranza».

Gabriele Bassanetti

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