Aveva una pistola per tiro sportivo
Il profilo di Guerzoni. Nulla a che vedere con il lavoro di guardia giurata
SAN FELICE. Enrico Guerzoni è nato nel luglio del 1957. Ha ancora 58 anni, e non ha mai tollerato il soprannome che i sanfeliciani gli avevano affibbiato, quello di “cunina”. Ha abitato un anno a Napoli, dove si era sposato e da dove è tornato, dopo il divorzio.
Lavorava alla Rilus, come falegname. La fabbrica è chiusa da anni, ma gli ex colleghi lo ricordano come positivo, di compagnia. Ha anche lavorato in ceramica, ma fino a pochi anni fa il suo mestiere era un altro: per conto di una società di vigilanza privata raccoglieva i pagamenti delle aziende.
Poi è arrivata la disoccupazione, la morte della madre, la solitudine, e con quella una grave crisi psicologica.
«Non si vedeva più in giro, non pensavamo neppure abitasse qui...», dicono i vicini.
Eppure Guerzoni, che nessuno si era mai premurato di segnalare formalmente ai carabinieri o alla polizia municipale, in ogni occasione che aveva avuto a che fare con le istituzioni si era comportato correttamente. Quando per cause naturaliera morta la sua vicina di casa, trovata senza vita nell’appartamento, aveva aiutato a chiarire l’acacduto. Quando la sua auto era stata trovata abbandonata al polo industriale, aveva spiegato di essere rimasto in panne e collaborato per il recupero e la demolizione. Tanto che deteneva regolarmente una pistola, una calibro 22. Nulla a che vedere con l’istituto di vigilanza, un’arma invece per tiro sportivo. E in eftetti ogni tanto andava al poligono, ad allenarsi, l’unico posto dove poteva essere legalmente utilizzata.
Invece, secondo la prima ricostruzione, l’ha utilizzata per assassinare la signora Kamaljit Kaur, dovo aver dato fuoco alle scale e spaventato donna e nipote, che per cercare di uscire si sono trovati davanti l’assassino ad attenderli, all’ingresso della palazzina, con la porta di uscita sbarrata. Una vicina di casa, una dei primi a dare l’allarme, ha udito due o tre colpi. Guerzoni, segnalato dai vicini anche come assiduo bevitore di vino, si è sparato in cantina che i soccorsi erano già sul posto. (ase)
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