“Persepolis”: l’Iran s’incontra a tavola tra sapori orientali
Dal 2011 in centro a Modena il ristorante persiano gestito da Hossein Mohebinia e la sua famiglia
La magia arabeggiante dei tappeti, i colori caldi che portano ad atmosfere lontane, una gastronomia erede di una tradizione di 2500 anni. C’è un locale a Modena che, come amano dire i proprietari, propone autentiche “vibrazioni esotiche”. Si chiama “Persepolis”, dal nome del più celebre complesso monumentale dell’Iran antico, e si trova in centro, in via Bono da Nonantola, all’angolo con via Berengario: è il ristorante che propone i profumi e le specialità tipiche persiane. Un luogo dove si può saggiare la delicatezza degli aromi, il valore delle spezie, utilizzate non soltanto per il valore nutrizionale ma come veri e propri toccasana, e dove ci si può avventurare in un viaggio tra zafferano, cumino, abbinamenti di carne e pollame con verdure. E dolci irresistibili come il gelato alla crema o alla vaniglia con pezzi di panna. Dal 2011 Hossein Mohebinia, con la moglie Zohreh, la quale tiene le redini della cucina, e le figlie Atiyeh e Elya accolgono i clienti consentendo di immergersi nel fascino dell’Iran. «La nostra cucina non prevede primi o secondi, ma dopo gli antipasti ci sono piatti unici. Si può ritrovare un’ampia varietà di portate: ad esempio, il riso, che costituisce la base della cucina iraniana è presente in cinque varietà e può essere declinato con diversi sughi a base di carne di pollo o di manzo - racconta Zohreh, che proviene, come le figlie da Teheran, mentre il marito Hossein è di Kajan - Le pietanze sono speziate ma anche molto delicate per un giusto equilibrio di sapori. Cardamomo, cannella e, più in generale, spezie sono usati correntemente, come anche erbe e conserve».
Lubia Polo
“Lubia Polo”, ovvero riso misto. Ingredienti per quattro persone: due bicchieri di riso basmati, 200 grammi di carne di vitello macinata, una cipolla bianca di grandezza media, mezzo chilo di fagiolini freschi, un cucchiaino di curcuma, un cucchiaio di concentrato di pomodoro, un cucchiaino di zafferano, sale a piacere, un bicchiere d’acqua. Procedimento: tagliare a quadrettini piccoli la cipolla e fare soffriggere in una pentola in cui si è versato un filo d’olio. Quando la cipolla è rosolata mettere la carne macinata, aggiungere un cucchiaino di curcuma che ha la funzione di insaporitore salutare che aiuta la digestione. Versare il concentrato di pomodoro e il sale a piacere, più un bicchiere d’acqua. Lasciare cuocere fino a quando l’acqua non è evaporata. A parte, fare bollire l’acqua in una pentola, come se si dovesse procedere alla cottura della pasta. Poi aggiungere due bicchieri di riso basmati, e farlo cuocere per cinque minuti circa o, comunque, a seconda del livello di cottura gradito. Tirare via dal fuoco, mettere un po’ di pane o di patate sul fondo della pentola, oppure un filo d’olio. Distribuire, a questo, punto, metà del riso nella pentola. Aggiungere, sopra al riso, uno strato di sugo ricavato precedentemente con il macinato di vitello. Chiudere con il coperchio la pentola in modo che la cottura venga ultimata con il vapore. Al termine aggiungere un cucchiaino di zafferano che prima avremo lasciato decantare e diluire in un bicchierino d’acqua per un po’. Poi, rovesciare lo zafferano sciolto sul riso. Il piatto si può abbinare con svariate pietanze tra cui yogurt e cetrioli.
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