«Basta allarmi, educare all’accoglienza»
Il vescovo Erio Castellucci e l’eurodeputata Kyenge a confronto con le cooperative del settore del territorio
L’immigrazione? «Non è un’emergenza». Come rispondere? «Con progetti e accoglienza». La chiesa può dare una mano? «Sì» per i relatori del convegno “Popoli in movimento” a cui hanno partecipato tra gli altri don Erio, vescovo cittadino, e don Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes. I due hanno risposto alle cooperative che sul territorio si occupano di accoglienza giovedì sera e con loro c’era anche l’europarlamentare Cécile Kyenge.
«Un conto sono le attività svolte all’interno delle parrocchie - aveva detto Alberto Garretto, presidente de L’Angolo - un altro l’accoglienza fatta in modo professionale». «Servono persone esperte», aveva aggiunto Elena Oliva, numero uno della Caleidos. «Dipende cosa vuol dire lasciar fare ai professionisti - ha replicato giovedì don Erio - perché la Caleidos ha personale molto qualificato, ma a volte ha in gestione locali e strutture diocesane o di Porta Aperta. Ci sono professionisti anche negli organismi della diocesi». «Rispettiamo le indicazioni della Prefettura», aveva detto giorni fa Oliva commentando la decisione di ripartire i nuovi rifugiati con l’altra cooperativa. Il presidente della Caleidos aveva rimarcato di non aver chiesto aiuto all’altra realtà. «Cerchiamo una collaborazione più fluida - ha riconosciuto don Erio - e la stiamo realizzando». «Le persone che tante volte escono dai centri senza una casa, un lavoro, una possibilità di accompagnamento - ha aggiunto don Giancarlo - possono trovare nelle nostre strutture le possibilità di cui necessitano. Non vogliamo far concorrenza a nessuno, il nostro compito è sussidiario».
Il presidente ha mostrato cifre ribadendo che questa non è una situazione che è possibile definire emergenza: «Alle nostre porte hanno bussato 120mila persone - ha replicato don Giancarlo - cioè dalle dieci alle quindici per Comune italiano». Piuttosto, i nuovi arrivati possono essere una risorsa: «Nella vostra provincia ci sono mille migranti economici in meno - ha spiegato il presidente - ma in compenso, per fortuna, sono arrivati mille richiedenti asilo e rifugiati». D’altra parte, «le nazioni più ricche al mondo sono quelle con il più alto numero d’immigrati», ha ribadito don Giancarlo.
Don Erio ha citato sia le Scritture sia la Costituzione, rimarcando il valore della carità: «Come l’intendiamo noi cristiani è il nome stesso di Dio - ha sottolineato il vescovo - che implica educazione, evangelizzazione, celebrazione. Laicamente si potrebbe dire che non è soltanto un intervento riparatore, ma anche preventivo». Don Erio ha invitato a dare una risposta al prossimo con la «penna», sottolineando come sia necessario «educare». Risposte (e non muri) dovrà costruire l’Europa. «C’è una crisi di solidarietà tra gli Stati membri», ha riconosciuto l’europarlamentare Cécile Kyenge. L’ex ministro ha descritto battaglie sia comunitarie sia nazionali: «Non sarebbe male portare i progetti di rinnovamento di Lampedusa a Modena», ha detto Kyenge.
Gabriele Farina
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