Ramadan, controllo e rigore di giorno, festa e preghiera la notte
"Ramadan" è il nome con il quale i musulmani chiamano il nono mese del loro calendario, arrivato all’anno 1437 dell’era islamica. Secondo i musulmani è il mese nel quale Allah, attraverso l'Arcangelo...
"Ramadan" è il nome con il quale i musulmani chiamano il nono mese del loro calendario, arrivato all’anno 1437 dell’era islamica. Secondo i musulmani è il mese nel quale Allah, attraverso l'Arcangelo Gabriele, avrebbe rivelato il suo messaggio al profeta Mohamed. Per commemorare l'importanza di quest’evento venne istituito il digiuno rituale, il “sawm”, da compiere ogni anno durante il mese della rivelazione coranica. Il digiuno costituisce il quarto dei cinque Pilastri dell'Islam (Arkan al-Islam), ovvero gli obblighi inderogabili di ogni musulmano.
Per gli osservanti il Ramadan è un mese interamente dedicato a Dio. È un periodo di preghiera e di privazioni mondane in cui il fedele, dall’alba al tramonto, si astiene dal cibo, dalle bevande, dal fumo e dai rapporti sessuali. Lo scopo spirituale è quello di riuscire a controllare il proprio comportamento per superare l’aspetto più terreno della natura umana. Alcune categorie di persone sono esentate dal seguire la pratica religiosa: le donne incinta, i bambini, gli anziani, gli ammalati, le persone in viaggio, coloro che eseguono mestieri usuranti, persino gli studenti che devono superare le prove degli esami. Dall'Indonesia al Marocco sono circa un miliardo e mezzo i musulmani coinvolti nella celebrazione del mese del Ramadan i. In Italia vivono 1 milione e seicentomila musulmani, a Modena e provincia sono oltre 25mila i credenti.
Autocontrollo e rigore durante il giorno, festa e preghiera di notte. Il mese di Ramadan si vive dopo il tramonto: nei centri islamici del modenese è un periodo molto vivace di socializzazione e condivisione, spesso un’occasione per ritrovarsi in famiglia o fra amici. Si organizzano grandi cene comunitarie consumate a notte fonda, si celebra il “rompete le righe” serale quotidiano sancito dall'Iftar, la rottura collettiva del digiuno a base di latte e datteri, e si prega insieme il Tarawih, le orazioni supplementari da recitare lungo il “mese sacro”. Fatica e devozione crescono di intensità negli ultimi dieci giorni con le giornate che si allungano e il caldo. In quest’ultimo periodo viene celebrata la cosiddetta “Notte del destino” che precede la grande festa della rottura del digiuno mensile, prevista per il 5 luglio. L'Eid el-Fitr è una delle due ricorrenze più sentite nel mondo islamico, un vero raduno religioso di massa. A Modena, la cerimonia di fine Ramadan si svolge nella Polivalente 87 Gino Pini. (g.j.g.)
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