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Dovevano custodirlo a Modena. Trova il cane azzannato

di Carlo Gregori
Dovevano custodirlo a Modena. Trova il cane azzannato

La padrona fa causa a un canile privato: «Il mio Joe messo dentro un recinto con un bull terrier per un “inserimento”»

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MODENA. Va a Roma per lavoro e affida il suo inseparabile cane a un canile privato a pochi chilometri da Modena. Ma al terzo giorno arriva una telefonata angosciante: deve tornare a prenderlo, sta male. Trova il suo cane con due buchi in testa e un labbro strappato. E scopre così che era stato messo nel recinto con un cane da combattimento. Un “inserimento”. Oggi, a due mesi da questa drammatica scoperta, mentre il cane sta male, la padrona ha dato mandato per avviare un'azione civile di risarcimento contro il canile privato.

Il cane Joe. La padrona del cane è una 45enne modenese di professione costumista cinematografica. Il suo cane è Joe, un Risenschnautzer che lei descrive come un gigante buono come il pane, «educato fin da piccolo a convivere». In marzo la padrona di Joe deve andare a Roma per iniziare a lavorare a una produzione internazionale. Per organizzare il lavoro deve stare via qualche giorno. Va al canile privato vicino a Modena dove tempo prima aveva già affidato Joe per un mese. «La titolare diceva di avere in mente per il mio cane un programma di “inserimento” ma non avevo capito che cosa intendesse fino a quando ho visto le conseguenze. Parlava di “formula asilo” per dire che i cani potevano stare insieme anziché ognuno in una gabbia».

La terribile telefonata. Invece tre giorni dopo a Roma le arriva una telefonata terribile. «Era la titolare del canile. Diceva di venire a prendere il cane, che era successa una “cosa”. Joe aveva un buco in testa, ma non era il caso di allarmarsi… E come potevo non allarmarmi? Quando sono arrivata a Modena con mia sorella siamo subito andare al canile e abbiamo visto Joe in condizioni indescrivibili. Aveva due buchi sanguinanti in testa e un labbro strappato. Era a terra prostrato. Ringhiava appena qualcuno si avvicinava».

Cane terrorizzato e ferito. «Non era più il mio Joe, l’amico allegro e giocherellone. Era un cane cupo, ferito e terrorizzato», racconta la modenese angosciata. La padrona viene a sapere dai titolari che Joe era stato chiuso in un recinto di 3x5 metri con un bull terrier, un cane da combattimento. Doveva essere un “inserimento di convivenza”. Inizialmente la titolare del canile spiega che è disponibile a risarcire il danno. La padrona di Joe stacca lo stesso un assegno da 90 euro per l’ospitalità finita male. Ma alla prima visita del veterinario il cane risulta ferito, con la febbre a 40° e psicologicamente provato. «La titolare non ha neanche rimborsato il conto della visita. Da allora è diventata offensiva».

L'intervento dell'avvocato. «Abbiamo cercato una forma di risarcimento bonario - spiega l'avvocato Emanuela Morandi, che assiste la padrona di Joe - ma non c'è stato niente da fare. Per questo ora depositerò al Tribunale Civile di Modena una richiesta di risarcimento per i danni sotto la loro custodia. Perché è giusto che questo canile privato ne risponda. Doveva custodire il cane ed era pagato per farlo e invece lo ha restituito in queste condizioni. Ci sono state gravi omissioni anche dopo il danno cagionato a Joe: per ore è stato lasciato gravemente al termine di un presunto combattimento con il bull terrier nel quale è rimasto azzannato. E ancora oggi Joe è malmesso».

Deciderà il giudice. Per questi motivi la padrona di Joe chiede al giudice che venga riconosciuto il grave danno al cane. «Non è solo una questione di soldi che pure ho speso e continuo a spendere. Ho anche dovuto rinunciare a lavorare al film per seguire Joe - spiega - questo comportamento deve cessare. Non si devono più fare “esperimenti di convivenza” con cani affidati in custodia».

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