I produttori aderiscono al Piano di regolazione
Numeri già oltre la quota necessaria per l’approvazione da parte del ministero Il Consorzio di tutela: «Questa gestione dell’offerta rafforzerà il nostro sistema»
Il Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, ora guidato da Alessandro Bezzi, ha annunciato che il "Piano di regolazione dell'offerta" del re dei formaggi ha già largamente superato il 66% di adesioni da parte dei caseifici e degli allevatori (complessivamente oltre 3.200), quota indispensabile per consentire che il Piano possa andare al vaglio e all'approvazione da parte del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, passaggi previsti entro l'anno.
Per consentire la più ampia adesione dei tanti caseifici e allevatori favorevoli, ma in ritardo rispetto alla consegna delle delibere (inizialmente prevista entro il 31 maggio), il Comitato esecutivo del Consorzio ha prorogato al 15 giugno il termine per le accettazioni.
«L'adesione da parte dei singoli produttori - dice il presidente del Consorzio di tutela, Alessandro Bezzi - è un fatto tutt'altro che formale. Da una parte, infatti, riafferma il valore riconosciuto a una ordinata ed equilibrata gestione dell'offerta come primario strumento di valorizzazione del lavoro e dei redditi dei produttori, rendendone possibile l'applicazione; contemporaneamente - prosegue Bezzi - in una situazione molto critica per la filiera del latte in Italia e in Europa, il sistema Parmigiano Reggiano esce rafforzato nel suo rapporto con i mercati e nella valorizzazione di quelle "quote latte Parmigiano Reggiano" che - unico caso tra le Dop europee - sono state attribuite direttamente agli allevatori».
Il Registro quote latte Parmigiano Reggiano (QLPR) venne introdotto dal Consorzio nel novembre 2014 in vista della cessazione del regime europeo delle quote latte, regime che dall'aprile 2015 ha comportato l'azzeramento totale del valore di quelle stesse quote che per anni erano state oggetto di scambi e rappresentavano uno dei patrimoni via via costruiti dagli allevatori.
La massiccia adesione dei produttori al Piano di regolazione dell'offerta 2017-2019 va a salvaguardare anche questo patrimonio che, in base ai valori attuali, corrisponde a una capitalizzazione complessiva di circa 450 milioni di euro.
«Questo passaggio - conclude Bezzi - ha una ricaduta su altre azioni impostate dal Consorzio, come quelle finalizzate alla promozione sui mercati interno ed esteri, tanto più efficaci quanto più i flussi produttivi e la loro crescita corrisponde alla nuova domanda».
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